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Tasi: restano i dubbi sugli immobili equiparati

di Stefano Baldoni (*) - Rubrica a cura di Anutel

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Lo schema della legge di stabilità per l'anno 2016 prevede l'esclusione dalla Tasi delle unità immobiliari destinate ad abitazione principale del contribuente, non appartenenti alle categorie catastali A/1-A/8 e A/9, analogamente a quanto già previsto dal 2014 per l'Imu. La previsione normativa tuttavia crea più di qualche incertezza sul trattamento delle fattispecie assimilate all'abitazione principale e delle altre ipotesi escluse dall'Imu.

L'assimilazione all'abitazione principale
Nell'Imu, l'articolo 13, comma 2, del Dl n. 201/2011 esclude espressamente dal tributo, oltre che la già citata fattispecie dell'abitazione principale, anche un'altra serie di ipotesi (cooperative indivise, alloggi sociali, casa ex coniugale, abitazione militari), nonché le abitazioni, purché non di lusso, equiparate a quella principale per legge o per volontà del Comune (abitazione anziani e disabili ricoverati, comodati a parenti di primo grado, iscritte Aire pensionati esteri).
Nella disciplina della Tasi tra le esclusioni non si rinviene invece alcun riferimento alle citate fattispecie che, pertanto, risultano soggette al tributo secondo le regole ordinarie. Ciò in applicazione del principio di stretta interpretazione delle norme di esenzione/esclusione in campo tributario.
Sul trattamento degli assimilati si è tuttavia generata già in passato una difformità di vedute tra il ministero dell'Economia e altri interpreti. Le Faq Imu-Tasi, pubblicate nel giugno 2014dal dipartimento delle Finanze, ritenevano che fossero assimilate all'abitazione principale, anche ai fini Tasi, tutte le casistiche poco sopra richiamate, con la conseguenza che il soggetto passivo del tributo era sempre ed esclusivamente nelle suddette fattispecie il proprietario e mai il detentore dell'immobile.
Molti altri commentatori avevano però già da tempo contestato tale interpretazione, sostenendo che nessun trattamento particolare era previsto nella Tasi per le fattispecie equiparate all'abitazione principale e che, peraltro, molte delle casistiche sopra citate non erano in realtà definite dal legislatore come assimilate all'abitazione principale, ma semplicemente non soggette all'Imu.

La previsione del Ddl stabilità 2016
Lo schema del Ddl stabilità 2016 ad oggi non affronta la questione, limitandosi a disporre l'esclusione, dal campo di applicazione del tributo, delle abitazioni principali "non di lusso". Tuttavia, l'applicazione dell'interpretazione ministeriale potrebbe portare a ritenere che la citata esclusione debba estendersi anche a tutte le fattispecie equiparate nella disciplina dell'Imu. Con la conseguenza, ad esempio, che vi rientrerebbe anche l'abitazione concessa in uso gratuito, sempre che il Comune abbia previsto nel regolamento Imu tale equiparazione. Ma altrettanto accadrebbe anche, ad esempio, per gli alloggi sociali degli ex istituti autonomi case popolari e per le abitazioni ex coniugali.
Tuttavia, non si può non osservare che una tale conclusione, che potrebbe ritenersi logica conseguenza del pensiero ministeriale espresso a suo tempo, trova opposizione nel principio della tassatività delle ipotesi di esclusione/esenzione in campo tributario (principio richiamato dallo stesso ministero dell'Economia nella risoluzione n. 12/df del 5 giugno 2008, commentando le esenzioni dall'Ici).
In ogni caso, anche volendo ritenere non applicabile una tale interpretazione estensiva, l'esclusione prevista dal disegno di legge di stabilità determina un diverso trattamento delle fattispecie a seconda dall'interpretazione scelta. Infatti, aderendo alla tesi opposta a quella ministeriale, per effetto dell'estensione dell'esclusione dal tributo prevista dal Ddl anche alla quota dovuta dal detentore per l'immobile da lui usato come abitazione principale, resterebbe soggetto all'imposta solo il proprietario per la quota a suo carico (peraltro cristallizzata dal disegno di legge a quella stabilita nel regolamento per l'anno 2015). Al contrario, con l'interpretazione ministeriale, l'immobile sarebbe soggetto alla Tasi per intero, in quanto il tributo è dovuto esclusivamente dal comodante.
Non resta che auspicare che la questione venga opportunamente risolta in sede di approvazione del disegno di legge di stabilità, chiarendo una volta per tutte la corretta modalità di applicazione del tributo.

(*) Componente Giunta esecutiva e Osservatorio tecnico Anutel


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