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Dal 2016 via i vincoli per pagare gli investimenti

di Gianluca Della Bella (*) - Rubrica a cura di Anutel

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L'articolo 35 del Ddl di Stabilità 2016 prevede nuove regole per la finanza locale: in particolare, dal 1° gennaio non saranno più applicate tutte le norme concernenti il patto di stabilità interno degli enti locali, calcolato fino al 2015 con il cosiddetto metodo della competenza mista che considera rilevanti, per la parte in conto capitale, gli incassi e i pagamenti.
Tali vincoli hanno spinto molte amministrazioni locali, in difficoltà con il Patto, a rinviare i pagamenti degli investimenti all'esercizio successivo, pur di rispettare gli obiettivi annuali, con buona pace delle imprese che dovevano riscuotere crediti dalle pubbliche amministrazioni. Il fenomeno era così rilevante che nel 2013 il legislatore, con il Dl n. 35, ha affrontato il problema introducendo delle procedure che hanno permesso lo sblocco dei pagamenti arretrati.

Le novità
Ma dal prossimo anno, al posto dei vecchi meccanismi della competenza mista, per concorrere al contenimento dei saldi di finanza pubblica, gli enti locali saranno tenuti a conseguire un saldo non negativo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali. Ciò significa che un ente locale dovrà rispettare gli obiettivi esclusivamente in termini di competenza e non più dal punto di vista della cassa. In altre parole i Comuni che hanno molti residui passivi da pagare a seguito della realizzazione di opere pubbliche, potranno farlo senza incorrere nello spettro dello sforamento dei vincoli del patto di stabilità interno con le conseguenti sanzioni che ciò comporta.
Rispetto a quanto accaduto negli ultimi anni, questo cambiamento è a dir poco epocale per le imprese che operano con Comuni e Province e che sono dovute ricorrere alla certificazione dei crediti per trasformare in liquidità fatture emesse e non riscosse.

Pagamenti più veloci
Ulteriore conseguenza, assai rilevante per l'Italia rispetto ai vincoli imposti dall'Unione europea in materia di tempestività dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni, è che con l'introduzione di un meccanismo che rileva solo la competenza e non la cassa, i pagamenti saranno sicuramente più celeri rispetto agli esercizi trascorsi in cui vigeva la competenza mista. Non va dimenticato infatti lo studio presentato recentemente dalla Cgia di Mestre in base al quale nel 2015 i debiti della pubblica amministrazione italiana verso i propri fornitori sono stati saldati con dei tempi medi di 144 giorni, con un ritardo di ben 106 giorni rispetto a una media europea di 38 giorni, (la Germania paga dopo 19 giorni).
È pur vero che gli stessi dati riferiti all'Italia nel 2014 erano addirittura peggiori, con tempi medi di pagamento di 165 giorni, ma la strada da percorrere per avere erogazioni tempestive in linea con quelli degli altri paesi europei è ancora lunga e l'introduzione di nuovi vincoli di finanza pubblica, che non tengono conto dei pagamenti e degli incassi, sicuramente rappresenta uno stimolo a migliorare le nostre performance rispetto agli altri partner europei.

(*) Docente esclusivo Anutel


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