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Rinegoziazione dei mutui, ecco tutte le condizioni

di Redazione Quotidiano enti locali e Pa

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Con la circolare 1282 e 1285 del 4 novembre 2015, Cassa depositi e prestiti ha reso noti i contenuti, le modalità e i termini della nuova operazione di rinegoziazione dei mutui (si veda anche Il Quotidiano degli enti locali e della Pa di ieri). A partire da ieri e fino al 19 novembre 2015, i Comuni potranno pertanto rinegoziare, per la seconda volta nel 2015, le posizioni debitorie in essere con la Cassa depositi e prestiti, prenotando l'operazione attraverso l'applicativo accessibile dal sito web della Cdp.

La seconda chance
Si tratta di un'operazione importante, più volte sollecitata dall'Anci, che consentirà di rimodulare oltre 20 miliardi di capitale residuo, i cui risparmi sulla linea capitale, secondo quanto previsto dall'articolo 7, comma 2, del Dl 78/2015 potranno essere utilizzati, solo per il 2015, senza alcun vincolo di destinazione, e quindi anche per la spesa corrente. In un contesto economico che mostra i primi segnali di ripresa dopo molti anni, e nella prospettiva di una manovra 2016 che, in controtendenza rispetto agli ultimi anni, si preannuncia espansiva per i Comuni, diventa cruciale attivare tutti gli strumenti che, attraverso una più attiva gestione del debito, consentano di liberare risorse da destinare agli investimenti e ai servizi essenziali.

I problemi della prima «finestra»
L'effetto dei tagli alle risorse degli ultimi anni ha prodotto in particolare una caduta verticale sia della spesa per investimenti sia dell'accensione di nuovi prestiti che nel periodo 2010-2014 registrano un -11%. Le richieste dei sindaci per l'apertura di una seconda opportunità negoziale da parte di Cdp prendono spunto anche da un contesto normativo molto più favorevole rispetto a quello della precedente rinegoziazione, quando la ritardata emanazione del Dl 78/2015, che avrebbe dovuto prevedere sia la possibilità di accedere alla rinegoziazione dei mutui anche per gli enti locali che non avevano ancora approvato il bilancio di previsione che il libero utilizzo dei risparmi di linea capitale (poi definitivamente sancita dall'articolo 7, comma 2), ha finito per creare incertezze che hanno compromesso il buon esito dell'operazione.

Le nuove regole
La circolare n. 1285 del 4 novembre 2011 di Cdp esplicita i dettagli dell'operazione: sarà possibile rinegoziare tutti i mutui (esclusi quelli in pre-ammortamento), anche già oggetto di precedente rinegoziazione, ad esclusione di quelli rinegoziati nel primo semestre 2015, in ammortamento al 1° luglio 2015, con un debito residuo maggiore o uguale a 10mila euro a tale data e con scadenza successiva al 31 dicembre 2015. Per poter accedere all'operazione gli enti devono aver approvato il bilancio di previsione 2015 e aver rispettato i limiti all'indebitamento previsti dall'articolo 204 del Tuel. Le nuove date di scadenza del periodo di ammortamento sono le seguenti: il 31 dicembre 2025/2030/2035 e, come ultima possibilità, il 30 giugno 2040.

Il calendario
La prima rata del 31 dicembre 2015 sarà depurata della quota capitale. La tempistica prevede che nel periodo dal 5 al 19 gli enti prenotino l'operazione tramite applicativo web Cdp. Per confermare l'operazione è necessario che la Cdp riceva, entro il 26 novembre 2015, la documentazione originale richiesta dalla circolare (proposta contrattuale, nuove deleghe di pagamento, determina a contrattare esecutiva a tutti gli effetti di legge, estremi della delibera di Consiglio con cui è stata approvata l'operazione). Occorre ricordare che ai fini del rispetto della scadenza del 26 novembre farà fede la data di ricezione della documentazione da parte della Cassa. Il perfezionamento dell'accordo avverrà infine con la restituzione da parte della Cassa della documentazione controfirmata per accettazione entro il 15 dicembre.


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