Home  › Fisco e contabilità

Commissione di gara: legittimo delegare la valutazione a soggetti esterni

di Federico Gavioli

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 4982 del 30 ottobre 2015, ha respinto il ricorso di una Srl che nella graduatoria finale di una gara per l'affidamento della fornitura di materiale sanitario si era classificata al secondo posto; per i giudici amministrativi è legittimo l'affidamento delle prove sui campioni di gara, forniti dalle ditta partecipanti, a soggetti esterni alla commissione, fermo restando che la commissione di gara stessa sia poi in grado di valutare se i procedimenti siano stati svolti correttamente.

Il contenzioso amministrativo
Il contenzioso amministrativo coinvolge una fondazione che ha bandito una gara per conto di un'azienda ospedaliera, per la fornitura in service di materiale sterile monouso.
La ditta, seconda classificata, ha impugnato l'esito della gara davanti al Tar concentrando la sua impugnazione intorno ad una sola questione: le valutazioni di merito della commissione giudicatrice (punteggio tecnico) sarebbero viziate perché sostanzialmente delegate dalla commissione stessa a soggetti estranei. Il Tar ha giudicato il ricorso irricevibile per presentazione tardiva.
La Srl ha, quindi, proposto appello al Consiglio di Stato contestando il giudizio di tardività del ricorso e riproponendo le proprie censure.

L'analisi del Consiglio di Stato
Con riferimento all'aspetto più importante del contenzioso amministrativo, la ditta ricorrente riconosce apertamente che la clausola del capitolato faceva intendere che le prove tecniche sarebbero state delegate dalla commissione alle strutture utilizzatrici; e riconosce , altresì, che questa modalità appare ragionevole e corretta, e anzi, è praticata con una certa frequenza in gare analoghe.
Il vizio di legittimità, secondo la Srl ricorrente, non consisterebbe dunque nel fatto che le prove tecniche sui campioni siano state affidate ai reparti chirurgici, ma nel fatto che la commissione, a suo parere, non si sia riservata alcuna discrezionalità nell'assegnazione dei punteggi di merito, limitandosi a sviluppare un calcolo matematico partendo dai giudizi formulati dalle strutture utilizzatrici.
I giudici di Palazzo Spada rilevano che non vengono denunciati altri vizi; nessuna osservazione critica è stata sollevata riguardo al modo in cui sono stati ideati i questionari consegnati alle strutture utilizzatrici insieme ai campioni; né riguardo al modo in cui le strutture hanno compilato le loro risposte; né, infine, al modo in cui la commissione ha tradotto in punti i giudizi espressi dagli utilizzatori.
Non è dedotto, ad esempio, che i questionari fossero congegnati in modo da attribuire maggior peso a determinate caratteristiche rispetto ad altre, e così avvantaggiare un produttore e svantaggiarne altri. Neppure è dedotto che fra l'una e l'altra delle strutture utilizzatrici siano emerse anomale discrepanze di giudizio, tali da far sospettare errori metodologici o travisamenti di fatto; o che taluno dei giudizi espressi sia manifestamente incongruo. La Srl ricorrente, per il Consiglio di Stato, non ha nulla da eccepire sulle tecniche di effettuazione del test e neppure sul risultato ottenuto: si lamenta solo del fatto che la commissione di gara abbia delegato l'operazione a soggetti estranei alla sua composizione.

Le conclusioni
Il Consiglio di Stato respinge il ricorso evidenziando che le strutture tecniche incaricate dei test sui campioni di gara non si sono limitate a esporre il risultato finale delle prove effettuate, ma hanno riferito anche in ordine alle modalità seguite. Di conseguenza, osservano i giudici di Palazzo Spada, la commissione era in grado di valutare se quei procedimenti fossero stati svolti correttamente e in caso contrario avrebbe potuto disporre ulteriori prove.


© RIPRODUZIONE RISERVATA