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Assunzioni vietate anche se la certificazione sul Patto ritarda di un giorno solo

di Anna Guiducci e Patrizia Ruffini

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Anche il ritardo di un solo giorno nell'invio della certificazione del patto di stabilità interno fa scattare la sanzione relativa al divieto di assumere personale. La conferma della sanzione anche per un solo giorno di ritardo arriva nella deliberazione della sezione controllo della Corte dei conti Sardegna n. 70 del 23 ottobre scorso in risposta al quesito di un Comune.
Gli obblighi di certificazione dei risultati finali impongono a carico degli enti soggetti al patto l'invio, entro il termine perentorio del 31 marzo, al ministero dell'Economia e delle finanze, dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, utilizzando il sistema web appositamente previsto per il patto di stabilità interno, di apposita certificazione dei risultati.

Le sanzioni
Gli enti che non inviano la certificazione entro il 31 marzo sono considerati inadempimenti al patto di stabilità interno e sono assoggettati alle sanzioni. L'invio della certificazione di rispetto del patto oltre i termini, ma entro 60 giorni dal termine di legge stabilito per l'approvazione del rendiconto, comporta la sanzione relativa al divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo.
Lo step successivo scatta decorsi 60 giorni dal termine di legge stabilito per l'approvazione del rendiconto di gestione, quando, in caso di mancata trasmissione da parte dell'ente locale della certificazione, l'obbligo passa in capo al presidente dell'organo di revisione economico-finanziaria o al revisore unico, in qualità di commissario ad acta, che deve provvedere nei 30 giorni successivi.

Le prossime scadenze
Riguardo alle prossime scadenze entro il prossimo 31 marzo occorrerà certificare i risultati del patto di stabilità interno 2015.
Dall'anno successivo gli obblighi di certificazione saranno riferiti, nel nuovo regime del pareggio di bilancio, all'obiettivo di saldo secondo quanto fissato dalla manovra della legge di stabilità 2016. Ogni ente sarà tenuto a inviare, sempre entro il termine perentorio del 31 marzo, utilizzando il nuovo sistema web (http://pareggiobilancioentiterritoriali.tesoro.it), al Mef, Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, la certificazione dei risultati conseguiti.
La mancata trasmissione della certificazione entro il termine perentorio del 31 marzo costituisce inadempimento all'obbligo del pareggio di bilancio. Nel caso in cui la certificazione, sebbene in ritardo, sia trasmessa entro 30 giorni (e non più 60) dal termine stabilito per l'approvazione del rendiconto della gestione e attesti il conseguimento dell'obiettivo di saldo, si applicano le sole disposizioni relative al divieto di assumere.
Decorsi 30 giorni dal termine stabilito per l'approvazione del rendiconto, in caso di mancata trasmissione della certificazione, il presidente dell'organo di revisione ovvero il revisore unico, in qualità di commissario ad acta, provvede, pena la decadenza dal ruolo di revisore, ad assicurare l'assolvimento dell'adempimento e a trasmettere la predetta certificazione entro i successivi 30 giorni.


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