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Mutui, rinegoziazione aperta a più di 100mila contratti

di Gianni Trovati

La nuova finestra per la rinegoziazione dei mutui firmati dagli enti locali con Cassa depositi e prestiti può riguardare più di 20 miliardi di debito locale, spalmato in oltre 100mila contratti. A confermare il via libera alla nuova operazione (anticipata sul Quotidiano degli enti locali e della Pa di giovedì) è l'amministratore delegato della Cassa, Fabio Gallia, che intervenendo all'assemblea nazionale dell'Anci a Torino ha voluto offrire le dimensioni potenziali della platea interessata, che secondo i calcoli Cdp comprende circa 7mila Comuni.

Risparmi «liberi»
L'ultima rinegoziazione, nel mese di giugno, è stata ad ampio raggio, aiutata anche dalla norma del decreto enti locali che ha creato qualche problema per il ritardo nella sua approvazione ma ha consentito di utilizzare i risparmi ottenuti con la riscrittura dei contratti anche per finanziare spesa corrente. Proprio questa regola spiega anche i tempi stretti entro i quali la macchina dovrà ripartire: l'utilizzo "libero" dei risparmi ottenuti con la revisione delle condizioni è possibile al momento solo per il 2015, e le amministrazioni locali hanno ancora solo un mese di tempo per ritoccare i conti di quest'anno, perché i termini per l'ultima variazione di bilancio scadono il 30 novembre.

Calendario stretto
La rinegoziazione, quindi, deve chiudersi in tempo utile per quella data, e la stessa Cassa sottolinea che la circolare con le nuove condizioni e le scadenze arriverà nei primi giorni della prossima settimana. Negli stessi giorni si capirà se il maquillage dei mutui potrà estendersi anche alla quota di contratti che in passato i Comuni hanno siglato direttamente con il ministero dell'Economia: l'ipotesi è stata sui tavoli tecnici nelle scorse settimane, ma ha bisogno di copertura finanziaria .


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