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Per il Dup obbligo di approvazione anche in consiglio

di Gianni Trovati

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Per il via libera al Documento unico di programmazione serve un'approvazione vera e propria da parte del consiglio comunale, che di conseguenza deve ricevere il Dup accompagnato dal parere dei revisori.

È questo l'orientamento di cui ha discusso ieri la commissione Arconet, cioè l'organismo che presso il ministero dell'Economia guida l'applicazione della riforma della contabilità, ed è in linea con il carattere «strategico» che l'armonizzazione assegna al nuovo documento: per quest'anno, comunque, i revisori hanno un po' più di tempo, grazie al rinvio al 31 dicembre per il varo del Dup in giunta appena deciso alla luce del continuo movimento che caratterizza la finanza locale (si veda Il Quotidiano degli enti locali e della Pa di ieri).

Le indicazioni di Arconet, sulla scia di quelle diffuse qualche settimana fa sull'obbligo di approvazione formale anche da parte della Giunta (e contenute nella risposta n.9 alle Faqesaminata sul Quotidiano degli enti locali e della Pa dell'8 ottobre), puntano insomma a blindare il percorso di approvazione del Documento unico nelle forme più "solide" possibili. Ovvia, in questa chiave, l'esigenza che il quadro di entrate e regole di spesa degli enti locali si stabilizzi, per consentire ai revisori dei conti di costruire su basi adeguate il parere di «congruità» per la programmazione. Il passaggio in consiglio comunale è ricco di conseguenze, perché l'esigenza di un'approvazione apre alla possibilità che l'assemblea chieda modifiche o integrazioni al documento: in questa chiave è importante che i regolamenti di contabilità fissino il calendario dei vari passaggi in giunta e consiglio tenendo conto sia degli obblighi di informazione all'assemblea sia delle connessioni fra Dup e bilanci di previsione.


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