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Niente «baratto amministrativo» per i vecchi debiti tributari

di Giuseppe Debenedetto

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Non è possibile avere sconti sulle tasse in cambio di lavori socialmente utili se si tratta di debiti tributari pregressi. Lo ha chiarito l'Ifel (fondazione Anci) conuna nota di approfondimento sul corretto inquadramento del baratto amministrativonell'ambito dei tributi comunali.

Le istruzioni
L'Ifel aderisce ad una posizione intermedia tra chi sostiene che le agevolazioni siano limitate a specifici tributi (Tari e Tosap) e chi invece ritiene che il nuovo istituto sia estensibile a tutti i debiti tributari accertati o iscritti a ruolo: in questo senso peraltro si sono orientati la maggior parte dei Comuni che hanno finora introdotto il baratto amministrativo adottando l'apposito regolamento locale. L'intervento dell'Ifel fa ora chiarezza sulla portata applicativa dell'articolo 24 del Dl 133/2014, che consente ai comuni di deliberare riduzioni o esenzioni di tributi a fronte di interventi per la riqualificazione del territorio, da parte di cittadini o associazioni.

Il meccanismo
Si tratta di uno strumento che consente ai cittadini che non riescono a far fronte al pagamento dei tributi comunali di ottenere sconti prestando ore di lavoro in favore della comunità. Una norma dal contenuto apparentemente ampio ma con criteri piuttosto stringenti ai fini del riconoscimento delle agevolazioni. In particolare l'Ifel richiama l'attenzione su tre aspetti:
1) l'individuazione dei potenziali beneficiari delle agevolazioni;
2) le attività oggetto del "baratto";
3) i tributi rispetto ai quali può essere deliberata la riduzione o l'esenzione.

Destinatari e modalità
In ordine al primo punto, la norma individua i beneficiari nei cittadini singoli o associati ma privilegia le «comunità di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute». Le agevolazioni vanno quindi accordate in via del tutto prioritaria con riferimento a obbligazioni tributarie di cui è soggetto passivo l'associazione stessa, non escludendo la possibilità di estendere il beneficio ai singoli associati. In merito alle attività oggetto del "baratto" amministrativo, la norma stabilisce che l'intervento deve riguardare un territorio da qualificare, ed in particolare «la pulizia, la manutenzione, l'abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano». Sul punto l'Ifel evidenzia che l'attività cui collegare le agevolazioni non può essere individuata liberamente dal Comune, ma deve essere riconducibile alle tipologie di attività elencate dalla norma.

L'ambito applicativo
Per quanto riguarda i tributi oggetto di baratto amministrativo, l'Ifel ritiene possibile deliberare l'agevolazione per ogni tributo di riferimento (Imu, Tasi, Tari, Tosap eccetera) anche se in apparenza non direttamente ricollegabile al tipo di attività posta in essere. Così, ad esempio, si potranno prevedere riduzioni o esenzioni dalla Tari per progetti di pulizia di parchi pubblici, ma anche agevolazioni Tasi per gli stessi interventi, riconducibili alla sua natura di tributo sui servizi indivisibili. Oppure, nulla vieta che per un progetto di riqualificazione di un bene immobile possa essere concessa un'agevolazione sull'Imu. L'Ifel sottolinea che non è invece possibile prevedere riduzioni o esenzioni anche con riferimento ad eventuali debiti tributari del contribuente, se si considera il principio di indisponibilità e di irrinunciabilità al credito tributario cui soggiacciono tutte le entrate tributarie comunali.


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