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I problemi contabili del baratto amministrativo

di Elena Brunetto (*) - Rubrica a cura di Anutel

Riduzioni o esenzioni da tributi possono essere concessi dagli enti locali, in base all'articolo 24 del Dl 133/2014, a fronte della realizzazione di interventi di "…. pulizia, manutenzione, abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano".
È il "baratto amministrativo", già introdotto da diverse amministrazioni locali, che consente a contribuenti che si trovano in particolari situazioni di disagio sociale di svolgere servizi di pubblica utilità per poter assolvere ai propri debiti nei confronti dell'Ente. Sui problemi e sulla corretta gestione contabile di tale istituto vanno evidenziati alcuni aspetti rilevanti.

La natura della prestazione
In primo luogo sorge il problema della natura della prestazione svolta dal contribuente e, nel caso in cui la stessa venga configurata quale lavorativa, occorre valutarne la corretta gestione, anche ai fini degli oneri assicurativi, previdenziali e assistenziali correlati.
L'Ente, inoltre, dovrà provvedere a fornire idonei dispositivi di protezione individuale ai soggetti ammessi, nonché i beni strumentali e di consumo necessari allo svolgimento delle attività previste. Occorrerà valutare, pertanto, se i relativi costi debbano essere posti a carico dell'amministrazione o contabilizzati ai fini della compensazione delle prestazioni svolte rispetto ai tributi dovuti.
Dal punto di vista strettamente contabile, occorre valutare, anche alla luce dei nuovi principi contabili applicati introdotti dal Dlgs 118/2011 (modificato dal Dlgs 126/2014), e in particolare dell'obbligo di contabilizzare tutte le poste al lordo, come iscrivere a bilancio le prestazioni rese e come le stesse possano essere finanziate dalle entrate tributarie corrispondenti, anche in considerazione che, se trattasi di tributi relativi ad esercizi precedenti, occorrerà individuare nel bilancio dell'esercizio altre poste a compensazione.
Problemi specifici sorgono per i crediti relativi alla Tari, che in molti Enti è la tassa con ,maggiori difficoltà di riscossione. Le norme, infatti, prevedono che le entrate da Tari garantiscano la copertura integrale dei costi del servizio. Considerata la natura vincolata del tributo, si ritiene che la corrispondente prestazione "barattata" dovrebbe afferire al servizio.
Sarà necessario, quindi, che i costi relativi al "baratto" su queste entrate vengano quantificati e inseriti nel piano finanziario del servizio rifiuti e che, di conseguenza, determini in quota parte una riduzione degli altri costi, onde evitare l'aggravio a carico dei contribuenti non morosi.

(*) Docente Anutel


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