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Dl 154/2015, Anci in Commissione Bilancio Camera: «emergenze da chiudere»

di Emiliano Falconio

Regolazione delle somme non trattenute sul Fondo di solidarietà 2014, alla flessibilizzazione del Patto di stabilità, passando dal raccordo tra l'armonizzazione dei bilanci con i vincoli di finanza pubblica alle spese pregresse e future per il funzionamento degli uffici giudiziari. E poi, le soglie di esenzione per i piccoli Comuni per le centrali uniche di committenza e il riequilibrio finanziario pluriennale per gli enti in pre-dissesto. Sono questi i principali nodi da sciogliere che Anci pone all'attenzione di governo e Parlamento, sintetizzati in un documento con le proposte emendative presentato nel corso dell'audizione di ieri presso la Commissione Bilancio della Camera.
«Intervenire rapidamente nell'ambito della legge di stabilità», ha chiesto a nome di sindaci l'assessore al Bilancio del Comune di Firenze, Lorenzo Perra, attraverso «proposte ‘manutentive' del dl 78, che consentirebbero a una larga fetta di Comuni di chiudere i bilanci 2015 in tranquillità e sicurezza».
Proposte che nel dettaglio riguardano sia l'esercizio 2015 che aspetti dei bilanci 2014 su cui i sindaci aspettano ancora interventi. Sullo sfondo lo sblocco dei due decreti, non ancora varati, che sbloccano i 530 milioni del Fondo Imu-Tasi 2015 e i conguagli del Fondo di solidarietà 2014 per le rettifiche dei gettiti stimati Imu-Tasi che interessano alcuni Comuni e ammontano a circa 11 milioni di euro.
Ed eccole le questioni, sintetizzate in un documento redatto dai tecnici Ifel, su cui Anci chiede risposte urgenti, da inserire nell'ambito della legge di stabilità che verrà varata oggi dal Consiglio dei ministri.

Le delibere tariffarie
Per prima cosa i sindaci chiedono una sorta di sanatoria di tutte le delibere tariffarie sui tributi locali approvate oltre il termine previsto per l'approvazione dei bilanci di previsione (30 luglio); questo a causa delle incertezze che hanno interessato tutto il 2015, con particolare riguardo all'entità del Fondo di solidarietà (situazione risultata ancor più incidente sui Comuni andati al voto lo scorso maggio).

Il Fondo di solidarietà comunale
Sulla regolazione delle somme non trattenute a valere sul Fondo di solidarietà comunale 2014, l'Anci propone che le somme trattenute in ritardo (a valere sull'esercizio 2015) vengano escluse dalle spese finali rilevanti ai fini del Patto di stabilità interno, mentre si chiede anche sul 2015 la verifica sul gettito e non sulle stime dell'Imu sui terreni agricoli montani, per evitare scostamenti rilevanti tra la previsione di risorse e il loro effettivo ammontare.

Il Patto di stabilità
Per quanto riguarda il Patto di stabilità, l'Anci ha proposto di estendere al 31 ottobre 2015 il termine per l'accesso ai patti territoriali regolati su base regionale (patto verticale incentivato e patto orizzontale) anche in virtù del fatto che diverse Regioni (tra cui Marche ed Emilia Romagna) potrebbero assicurare ulteriori redistribuzioni in caso di ampliamento dei termini per effettuare le relative comunicazioni al Mef.
I sindaci chiedono anche di rivalutare l'impossibilità di considerare le entrate derivanti da dismissioni societarie ai fini del calcolo rilevante per il rispetto del patto. Un vincolo finanziario, spiegano dall'Anci, che oltre a restringere i margini di utilizzo delle risorse derivanti da dismissioni impediscono benefici derivanti da ristrutturazioni delle aziende partecipate.

L'armonizzazione contabile
Anci ha poi chiesto di intervenire per raccordare i principi dell'armonizzazione contabile con i vincoli di finanza pubblica e di dare soluzione alla questione legata alle spese per gli uffici giudiziari, a partire da una «compiuta definizione della quantificazione dei rimborsi spettanti ai Comuni almeno a partire dal 2012, e mai erogati dal ministero della Giustizia. Per cui, per il 2015, la richiesta è di poter accertare "almeno il 70% delle spese di cui si prevede di chiedere il riconoscimento e per gli anni dal 2012 al 2014 di mantenere a residuo un importo pari al 70% delle spese di cui si è chiesto il riconoscimento, al netto di acconti già erogati».

Le centrali di committenza e la norma sul pre-dissesto
Infine i sindaci sono tornati a chiedere chiarezza su altre due temi che si trascinano da tempo: le centrali di committenza e la norma sul pre-dissesto. Sulla prima questione l'Anci ha ribadito la necessità di esentare dall'obbligo (per acquisti sotto i 40mila euro) i Comuni sotto i diecimila abitanti poiché questo ulteriore vincolo potrebbe aggravare gli enti stessi di oneri gestionali ed organizzativi. Mentre in vista della riforma del Tuel, in cui è prevista la revisione dell'istituto del dissesto e del pre-dissesto, l'auspicio dell'associazione è che si intervenga subito per sanare al disomogeneità di trattamento sui termini temporali di ripiano più ampi previsti attualmente solo per gli enti sperimentatori.


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