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Agevolazioni sui tributi locali in cambio della collaborazione dei cittadini: vincoli e requisiti antiabuso

di Samantha Zebri (*) - Rubrica a cura di Anutel

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

L'articolo 24 del Dl 133/2014 convertito dalla legge 164/2014 riconosce ai Comuni la possibilità di prevedere apposite misure di agevolazione della partecipazione di comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio concretizzando, così, il principio di sussidiarietà enunciato dall'articolo 118, comma 4, della Costituzione.
Uno lo strumento (delibera consiliare, ex articolo 52 del Dlgs 446/1997: sono agevolazioni che devono poter derogare agli specifici regolamenti tributari comunali sui tributi), due gli ambiti su cui deliberare: criteri e condizioni per la realizzazione degli interventi su progetti presentati dai cittadini, purché individuati in relazione al territorio da riqualificare; riduzioni o esenzioni di tributi inerenti al tipo di attività posta in essere.

I limiti
Anche per questo tipo di riduzioni ed esenzioni sono previsti limiti, estrinseci ed intrinseci. Dettati dallo stesso articolo 24:
1) vincolo di relazione tra riduzione/esenzione e tipologia degli interventi individuati dalla norma; intervento;
2) vincolo di inerenza tra tributo da agevolare e tipo di attività sussidiaria posta in essere. Il base al concetto di "inerenza" non sarebbero ipotizzabili riduzioni o esenzioni di tributi riguardanti la mera sfera privata dei singoli cittadini attivi (es. Tasi o Tari per le rispettive abitazioni);
3) specifico vincolo di operatività per l'esenzione, che soggiace a limiti temporali (periodo limitato e definito), di oggetto (per specifici tributi e per attività individuate dai Comuni) e di causa (in ragione dell'esercizio sussidiario dell'attività posta in essere). È in tale esercizio sussidiario dell'attività che un trattamento di esenzione - non autonomamente regolamentabile ex articolo 52 del Dlgs 446/1997 - trova la propria ragion d'essere e il proprio limite funzionale; da qui le maglie più strette entro cui è concedibile l'esenzione, nonché la sua necessaria temporaneità che circoscriva in un tempo limitato e predefinito la sua sfera di operatività;
4) priorità da accordare a comunità di cittadini, costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute.

Le particolarità della Tari
Deve inoltre trattarsi di agevolazioni coerenti con principi fondamentali e disciplina cardine del tributo da agevolare (vincoli intrinseci). Ai fini Tari - il cui gettito deve coprire integralmente il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani ed assimilati - l'agevolazione in oggetto è intrinsecamente vincolata perché ogni agevolazione, se non etero finanziata, si traduce in maggior tassa a carico degli altri contribuenti.
Meno problematica e più pertinente a tal fine la Tosap (o Cosap): l'occupazione di suolo pubblico è spesso oggetto o modalità dello svolgimento degli interventi. Insieme ad agevolazioni Tosap/Cosap ipotizzabile l'agevolazione della Tari giornaliera, ai cui fini non osta il ragionamento fatto per la Tari annuale perché il tema della copertura del costo si pone solo in modo indiretto e marginale.

Le criticità
Due gli aspetti delicati connessi alle novità introdotte dall'articolo 24 del Dl 133/2014: da un lato la necessità di prevedere agevolazioni coerenti con i suddetti vincoli, anche intrinseci; dall'altro il rischio di strumentalizzazione e distorsione a cui va soggetto questo nuovo strumento, che - se utilizzato irresponsabilmente in modo disgiunto dal contesto in cui destinato a operare - può produrre effetti impositivi irragionevoli e discriminatori per finalità ingiustificabili.

(*) Responsabile entrate e regolamenti c/o Comune di Bologna


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