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Province e Città, i numeri del fondo: Milano «deve» allo Stato 87,6 milioni

di Gianni Trovati

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

In 26 Province sulle 70 presenti nelle Regioni a Statuto ordinario il fondo sperimentale di riequilibrio è negativo, e lo stesso accade in tutte le 8 Città metropolitane: nel 44% degli enti di area vasta, insomma, sarà lo Stato a dover recuperare fondi dai bilanci provinciali, e non saranno le risorse del fondo ad arrivare alle Province.

I risultati
Si chiude così, con la pubblicazione nella «Gazzetta Ufficiale» di ieri del decreto del Viminale con la ripartizione del fondo sperimentale (e dell'allegato con i numeri ente per ente), la complicata partita della redistribuzione delle risorse fra le Province e Città metropolitane, oggetto nel corso dell'anno di una serie di correttivi che non hanno cambiato l'esito finale: in un ampio numero di casi i soldi vanno dal terrotorio al bilancio centrale, con una serie di «recuperi» che ora il Viminale dovrà effettuare dai conti delle amministrazioni locali. Primeggia, in questa classifica al contrario, il caso della Città metropolitana di Milano, che si vede presentare una richiesta da 87,6 milioni, mentre Roma deve cedere 73,4 milioni. Tra le Province il conto più pesante arriva a Varese (22,2 milioni), seguita da Monza e Brianza (17,2 milioni) mentre i saldi positivi si fanno più frequenti al Sud per effetto della minore capacità fiscale e del rapporto con i fabbisogni standard.

Il bilancio complessivo
A conti fatti, comunque, il bilancio di comparto resta pesantemente negativo, perché a fronte di 182,7 milioni da assegnare ce ne sono 428 che vanno verso lo Stato: mentre all'orizzonte del 2016 resta il taglio aggiuntivo da un miliardo, che la manovra potrebbe ridurre ma difficilmente azzerare anche se gli stessi fabbisogni standard elaborati dalla Sose dicono che non c'è più nulla da ridurre.


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