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Al Dup serve l'approvazione formale in Giunta, ma è incognita per il consiglio

di Gianni Trovati

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Al Documento unico di programmazione serve un'approvazione formale da parte della Giunta, ed è a questo passaggio che si riferisce il termine del 31 ottobre fissato dall'articolo 170, comma 1 del Tuel. L'indicazione arriva dal quesito pubblicato ieri dalla commissione Arconet dopo la riunione che avrebbe dovuto chiarire tutti gli aspetti problematici per il varo del Dup, l'equivalente comunale del documento di economia e finanza che debutta quest'anno in tutti gli enti locali con la riforma della contabilità.

Prossime tappe
Il tratto laconico della risposta Arconet, una sola riga pubblicata nel pomeriggio di ieri, indica però che molti nodi non sono stati sciolti, e per loro l'appuntamento è alla prossima riunione, in calendario fra due settimane. La risposta parla infatti di presentazione al consiglio «per le conseguenti deliberazioni», e ricalca dunque il testo della norma senza tradurlo in risposte concrete: che cosa dovrà fare il consiglio comunale? Sarà chiamato a una semplice presa d'atto, a una mozione oppure a una deliberazione con tutti i crismi, che prevederebbe anche la possibilità di emendamenti e quindi allungherebbe parecchio l'iter. L'articolo 174 del Tuel, in realtà, non prevede espressamente la possibilità di emendamenti al Dup, ma le indicazioni del consiglio potrebbero tradursi in indirizzi e mozioni: a quel punto, è da capire se e come la Giunta sarebbe tenuta ad accoglierli.

Pro e contro
Sono tutte questioni ancora in discussione, e il Governo sembrerebbe orientato a lasciare la decisione all'autonomia dei singoli consigli comunali. Il tema è complesso, e pone sul tavolo parecchi elementi contrastanti: il Dup è il passaggio principale della programmazione per i successivi tre anni, ed è scontato che il consiglio debba far sentire la propria voce su un documento così importante; nello stesso tempo, però, con il quadro perennemente in movimento della finanza locale, il Dup rischia di essere un libro dei sogni, scollegato da una realtà di cui ancora occorre capire gli elementi fondamentali (per esempio la situazione delle entrate 2016), e un iter troppo "pesante" rischia di disperdere energie e alimentare polemiche sul nulla. Resta il fatto che, ancora una volta, manca per ora un binario certo per un passaggio a cui la riforma della contabilità attribuiva un ruolo strategico fondamentale.


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