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Tributi locali, illegittima l'ipoteca senza preavviso

di Claudio Cabone

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Sulle problematiche legate all'applicazione delle misure cautelari e in particolare all'iscrizione di ipoteca, si è pronunciata di recente la Corte di Cassazione - V Sezione - con la sentenza n. 16961/2015, ribadendo il principio affermato dalle Sezioni Unite secondo il quale questa misura non preceduta da preavviso viola il principio generale del contraddittorio, che coinvolge anche le procedure amministrative tributarie.

Attivazione del contraddittorio
La violazione dell'obbligo dell'amministrazione di attivare il contraddittorio all'interno del procedimento, infatti, mediante la preventiva comunicazione al contribuente dell'adozione di un atto o provvedimento che abbia la capacità di incidere negativamente, determinandone una lesione, sui suoi diritti e interessi, rende nulla l'ipoteca (Cassazione, Sezioni Unite, sentenza 18 settembre 2014 n. 19668).
Va evidenziato che l'iscrizione ipotecaria è senza dubbio un atto che limita fortemente la sfera giuridica del contribuente e, come tale, in base all'articolo 21 bis della legge 241/1990 è soggetto all'obbligo generale di comunicazione al destinatario, che è presupposto imprescindibile per la sua stessa impugnabilità, in particolare nel tributario che è strutturato come processo di impugnazione di atti in tempi determinati rigidamente.

La decisione partecipata
La pretesa tributaria, infatti, trova legittimità nella formazione procedimentalizzata di una "decisione partecipata" mediante la promozione del contraddittorio (che sostanzia il principio di leale collaborazione) tra amministrazione e contribuente (anche) nella fase precontenziosa o endo-procedimentale, al cui ordinato ed efficace sviluppo è funzionale il rispetto dell'obbligo di comunicazione degli atti imponibili. Va evidenziato, peraltro, che il diritto al contraddittorio, ossia quello del destinatario del provvedimento a essere sentito prima dell'emanazione di questo, realizza l'inalienabile diritto di difesa del cittadino, presidiato dall'articolo 24 della Costituzione, nonché del buon andamento dell'amministrazione (articolo 97).
Da ciò deriva che l'omessa attivazione di quel contraddittorio comporta la nullità dell'iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione al procedimento, garantito, oltre che dal complesso di norme sul procedimento amministrativo, anche dagli articoli 41, 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, fermo restando che, attesa la natura reale dell'ipoteca, l'iscrizione mantiene la sua efficacia fino alla sua declaratoria giudiziale d'illegittimità.

Le ragioni della Corte
In definitiva, l'ipoteca non può essere eseguita senza prima averne informato il contribuente per le ragioni che la Corte indica specificatamente:
- Perché si tratta di un atto impugnabile in base all'articolo 19 del Dlgs 546/1992, che richiede la notifica;
- perché l'articolo 21-bis della legge 241/1990 prevede un obbligo generalizzato di comunicazione dei provvedimenti limitativi della sfera giuridica del destinatario (articolo che secondo l'interpretazione più recente si applicherebbe anche ai procedimenti tributari nonostante il divieto previsto dall'articolo 13, comma 2, della legge 241/1990);
- perché lo Statuto del contribuente prevede diverse norme il cui compito precipuo è assicurare efficienza, trasparenza ed effettività della tutela del contribuente nella fase del procedimento tributario (articoli 5, 6, 7, 10, 12, comma 2).


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