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La gestione operativa di una dichiarazione tributaria incompleta

di Samantha Zebri

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Può accadere che pervenga all'ufficio comunale una dichiarazione incompleta. Si tratta di ipotesi che acquistano rilevanza soprattutto ai fini Tari, considerato che si tratta di un tributo in cui l'obbligo dichiarativo è ancora generalizzato e ammesso che in regime Iuc (imposta unica comunale) ci si sia orientati per l'autoliquidabilità del tributo sulla scorta delle norme sanzionatorie Iuc (articolo 1 commi 695 e seguenti della legge n. 147/2013). Ad esempio può trattarsi di una dichiarazione Tari priva dell'indicazione della metratura tassabile, o della data di decorrenza del possesso/detenzione, fino ad arrivare al caso di omessa sottoscrizione od omessa allegazione del documento d'identità del firmatario (in caso di dichiarazioni non presentate personalmente allo sportello).
Posto che non ci si può rifiutare di ricevere una dichiarazione, sebbene incompleta, e in considerazione del moderno assetto dei rapporti tra contribuenti ed ente impositore, ispirati a trasparenza, semplificazione, buona fede e leale collaborazione, si pone il problema di come gestire operativamente queste ipotesi.

Come gestire la dichiarazione ferma
Ovviamente la scelta più intuitiva e immediata è quella di contattare il contribuente perché integri la dichiarazione, ma ciò potrebbe non essere risolutivo o, in certi casi, possibile; nell'attesa comunque queste dichiarazioni restano "ferme", nel senso che non consentono, (fino alla loro validazione/inserimento nella banca dati e nei gestionali del Comune) la quantificazione e quindi il versamento della tassa.
Se il contribuente, magari contattato telefonicamente o sollecitato con cartolina o mail, alla fine non si attiva, la dichiarazione deve comunque in qualche modo essere gestita, ossia integrata d'ufficio (se e dove possibile) o, come extrema ratio, accertata. L'integrazione potrebbe essere possibile in presenza, ad esempio, di dichiarazione in cui risultino indicati i riferimenti catastali ma non la superficie calpestabile, ammesso che il Comune possa effettivamente essere in grado di reperire d'ufficio il dato mancante.
In caso di omessa indicazione della data di decorrenza si potrebbe valutare di inserire la dichiarazione con decorrenza dell'occupazione riferita alla data di presentazione della dichiarazione stessa (quindi con effetto ex nunc), in mancanza di discordanti elementi altrimenti ricavabili d'ufficio.

Dichiarazioni prive di sottoscrizione
Nell'ipotesi di dichiarazione priva di sottoscrizione occorrerà invece distinguere i casi perché, come insegna la Cassazione (sentenze n. 21673/06 e n.13313/12) le dichiarazioni tributarie prive di sottoscrizione non sono radicalmente inesistenti (ipotesi che sfocerebbe in un futuro accertamento per omessa denuncia) ben potendo essere sanate con succesiva sottoscrizione o anche in forza di valutazioni in fatto che consentano di attribuire l'atto al contribuente. Ciò poi a maggior ragione dove a mancare sia la copia del documento d'identità del dichiarante di cui risulti apposta la firma. È evidente che una dichiarazione priva dei requisiti per essere tale è, in linea di massima, inesistente; tuttavia va ricordato appunto che l'inesistenza va distinta dalle ipotesi di nullità, che (come nel caso della mancanza di sottoscrizione) può essere sanata, specie alla luce delle esigenze di giustizia sostanziale e di buona fede dei rapporti fra cittadino e amministrazione valorizzate dalla ricordata sentenza n. 21673, con cui nel 2006 la Cassazione decise che era arrivato il momento di superare il proprio precedente orientamento.

Due tipi di accertamento
Ecco quindi che occorre fare attenzione nello scremare le varie casistiche di dichiarazioni incomplete in funzione del loro possibile accertamento. Accertamento che, laddove effettuabile, sarà di due tipi: accertamento d'ufficio in caso di dichiarazione inesistente o nulla (e non sanata/sanabile), accertamento in rettifica nei casi di dichiarazione meramente incompleta (in tal senso l'articolo 1 comma 161 legge 296/2006 secondo cui le dichiarazioni incomplete o infedeli sono oggetto di accertamento in rettifica).


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