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Fondo di solidarietà, in arrivo 3,5 miliardi ma risorse bloccate per 2mila Comuni

di Gianni Trovati

Arriveranno a giorni, dopo lunga attesa, gli assegni per del fondo di solidarietà 2015 per i Comuni: in gioco ci sono circa 3,5 miliardi, ma sono circa 2mila (un quarto del totale) gli enti che rimarranno ancora a secco perché non sono in regola con i loro "obblighi dichiarativi": la maggioranza di queste amministrazioni non ha ancora inviato i quesiti Sose per la nuova rilevazione sui fabbisogni standard, e in questi casi la sanzione consiste appunto nel blocco dei trasferimenti come accade a chi non ha trasmesso i certificati consuntivi 2014 al Viminale o i dati sul Patto di stabilità al ministero dell'Economia. Entrambi i problemi, cioè il ritardo con cui arrivano i fondi di solidarietà e il lungo elenco dei Comuni sanzionati con il blocco agli assegni, discendono dal caos che domina la finanza locale. Il fondo 2015 ha trovato il proprio assetto definitivo solo dopo l'ultima correzione, imposta dal fatto che la legge di conversione del decreto enti locali ha escluso dai tagli i Comuni colpiti dai terremoti del 2009 (L'Aquila) e 2012 (Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto) e uno sconto a quelli interessati dall'alluvione in alta Toscana del 2013. A differenza degli anni scorsi, poi, le anticipazioni in corso d'anno hanno distribuito solo un quinto del fondo totale, perché la seconda tranche è stata travolta dai ritardi nell'approvazione del decreto enti locali. Questo ha determinato una serie di problemi di liquidità, che dall'anno prossimo non si dovrebbero ripetere grazie al calendario strutturale (prima rata il 31 marzo) scritto nel Dl 78/2015. I "buchi" nella trasmissione dei dati dai Comuni, invece, si spiegano con la moltiplicazione degli adempimenti imposti dai vari ministeri, che mette sotto stress le strutture. Chiamate ora a rimediare per rimuovere la sanzione e sbloccare i fondi.


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