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Fatture elettroniche: possibile il rifiuto da parte della Pa

di Claudia Merlo

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

L'allegato "C" al Dm n. 55 del 2013 (paragrafo 3.2 – aspetti procedurali) prevede che nel termine di 15 giorni dal ricevimento della fattura elettronica la Pa possa comunicarne il rifiuto (si veda lo schema). Tale termine coincide con quello previsto dall'articolo 21 del Dpr n. 633/1972 per la registrazione delle fatture emesse. Tuttavia i rimedi offerti dalla normativa Iva per documentare eventuali variazioni di imponibile e imposta sono disciplinati dall'articolo 26 e prevedono l'emissione di apposite note fino a un anno dall'effettuazione dell'operazione.

Il rifiuto delle fatture
La fattura d'altro canto, salvo eccezioni puntualmente disciplinate, deve essere emessa nel momento dell'effettuazione dell'operazione. Infatti la ricevuta di inoltro al Sistema di interscambio (Sdi) della fattura equivale a emissione della fattura per il fornitore, così come specificato dalla circolare n. 1 del 31 marzo 2014, emessa dai Dipartimenti delle Finanze e della Funzione pubblica per puntualizzare e coniugare le norme riguardanti l'Iva e quelle riguardanti gli obblighi per la Pa che con riferimento al rifiuto (paragrafo 5 lettera a) pagina 9) puntualizza che «le amministrazioni possono rifiutare le fatture inoltrate agli uffici di fatturazione elettronica centrale e riportanti un codice FE centrale esclusivamente nel caso in cui la fattura non sia attribuibile all'amministrazione, ivi compresa ogni sua componente organizzativa, ...».
Il rifiuto "serve" al Sdi a non memorizzare la fattura così da consentire all'emittente di riproporla con la stessa data e la stessa numerazione senza che il documento venga scartato dallo stesso sistema.
Tale rifiuto appare doveroso nel caso in cui la fattura non appartenga all'amministrazione, potrebbe essere opportuno nel caso di mancanza dei codici Cig o Cup che comportano per la Pa il divieto di pagare (Dl n. 66/2014), per consentire al fornitore di inserirli e di reinviare la stessa fattura attraverso il Sdi. La fase relativa al controllo della regolare esecuzione della fornitura o della prestazione, in genere, necessita di tempi più lunghi dovuti alla maggiore complessità del procedimento e può continuare a essere gestita attraverso la richiesta di note di variazione.

L'inversione dell'onere della prova
Il Dm n. 55, in relazione all'accettazione o al rifiuto delle fatture, richiama l'articolo 1988 del Codice civile, riguardante la promessa di pagamento e la ricognizione di debito e comportante l'inversione dell'ordinario onere della prova. Pertanto, nelle more della verifica della regolare esecuzione, è da ritenere che neanche l'accettazione della fattura sia opportuna in quanto comporterebbe, ai sensi dell'articolo 1988 del Codice civile, inversione dell'onere della prova dell'esistenza del debito non ancora regolarmente accertato attraverso il controllo della prestazione.


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