Home  › Fisco e contabilità

Il nuovo software AccertaTu per la gestione delle entrate

di Francesco Tuccio (*)

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Come è noto agli addetti ai lavori, negli ultimi anni i Comuni sono stati oggetto di continui tagli da parte del Governo, mentre contemporaneamente si sono visti caricare di una miriade di nuove competenze (fattura elettronica, contabilità armonizzata, split payment, eccetera), le quali hanno obbligato gli enti, tra l'altro, ad affrontare consistenti spese di gestione per i propri software. Questo quadro ha reso sempre di più necessario attingere a nuove fonti di incasso straordinarie, che non possono che provenire dalla lotta all'evasione/elusione tributaria.
La stragrande maggioranza dei Comuni pensa di poter risolvere il problema dell'esigenza di cassa esternalizzando la fase accertativa dei tributi locali a soggetti diversi, con procedure di affidamento più o meno legittime. Ma le aspettative sfumano ben presto ed i risultati sperati si trasformano in contenzioso con conseguenti esborsi di somme, che diversamente operando si sarebbero potuto evitare. Ecco perché Anutel, che da anni si occupa di queste tematiche, ha messo in campo una nuova ed efficace strategia per supportare i Comuni nell'attività accertativa, al fine di renderli autonomi nell'analisi e nella ricerca delle nuove posizioni da accertare, e contestualmente fornendo anche un buon servizio alla comunità in termini di equità fiscale e giustizia sociale. Il tutto a costo zero o quasi. A tal fine Anutel fornisce agli enti gratuitamente un software (fatta eccezione per un modesto canone annuale per i servizi erogati), denominato AccertaTU (nel senso di «Accerta Tu Comune direttamente le tue entrate»), capace di incrociare diverse banche dati e consentire l'individuazione dei potenziali evasori con pochi ed efficaci controlli. Il software offerto è uno strumento in continua evoluzione, grazie al supporto costante degli esperti e della comunità Web sulle tematiche dell'accertamento e delle banche dati, garantito dall'Associazione, che da vent'anni è al servizio degli Enti. Le banche dati incrociate sono quelle maggiormente utilizzate dagli enti, sia interne (Ici-Imu, anagrafe, Tari, ecc.) e sia esterne (quelle fornite dall'agenzia delle Entrate e dalla Cciaa), con amplia facoltà di modulazione dei controlli che si vogliono eseguire. Inoltre, tutti i dati sono esportabili su report o su file in formato excel o testo, per consentire di avere delle liste di informazioni maggiormente fruibili e consultabili. Con il software viene altresì abbinato un servizio di supporto da parte di esperti del settore che accompagnano l'ente nell'individuazione dei potenziali evasori attraverso una metodologia di lavoro collaudata, basata sulle migliori pratiche di analisi delle banche dati. E' altresì fornito un supporto continuativo, tramite una piattaforma Web consultabile sul sito www.anutel.it, per rispondere a tutte le domande inerenti le tecniche di accertamento tramite le banche dati ed il contenuto delle stesse. Ciò allo scopo di creare una "comunità virtuale" alla quale tutti gli utilizzatori possono facilmente accedere per arricchire il proprio patrimonio in materia di lotta all'evasione fiscale. Si tratta di una nuova scommessa non solo per i dirigenti ed i funzionari che operano nel settore, ma in modo particolare per i sindaci e gli assessori alle finanze, sempre a caccia di nuove risorse. Ma anche il legistatore deve fare la sua parte. Infatti, l'eliminazione dell'incentivo in favore del personale degli uffici tributi, previsto per l'Ici e soppresso nell'Imu, sta agevolando l'esternalizzazione dell'attività di accertamento dei tributi da parte dei comuni, con conseguente smantellamento degli uffici tributi, spesso avvenuta con compensi che raggiungono il 30/40 % delle somme riscosse. L'eliminazione dell'incentivo non appare peraltro neppure giustificabile con la volontà di contrarre il costo del personale, sia perchè si tratta di una spesa che si autofinanzia e sia perchè si assiste invece nel contempo alla conferma di incentivi settoriali erogati a dipendenti di altri uffici comunali. Non si vorrebbe che ciò celasse in realtà una precisa strategia centrale volta ad obbligare i comuni all'esternalizzazione di tale delicata funzione, con tutto vantaggio solo di taluni operatori privati.

(*) Presidente Anutel


© RIPRODUZIONE RISERVATA