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Sui diritti di rogito dei segretari il dibattito è fittizio

di Eugenia Materia (*) - Rubrica a cura di Anutel

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Da più parti ci si è chiesto se i pronunciamenti di più sezioni regionali di controllo e della sezione delle autonomie della Corte dei conti sui diritti di rogito siano stati davvero necessari, come se l'articolo 10, comma 2-bis, del Dl 90/2014 necessitasse di particolari interpretazioni.

L'impianto normativo
In realtà, la norma è troppo chiara per non dovere far ritenere che il dibattito approdato in quelle sedi sia, sul piano formale, un dibattito fittizio. La norma in questione dice, infatti, che, ai fini dell'attribuzione al segretario comunale dei diritti di rogito, la mancanza di dipendenti con qualifica dirigenziale è condizione non sufficiente, dovendo comunque il segretario non avere tale qualifica.
È altrettanto chiaro che la qualifica dirigenziale deve essere identificata al livello retributivo minimo della dirigenza (euro 54.844,07: tabellare di euro 43.310,90 più retribuzione di posizione di euro 11.533,17), potendo il segretario di livello dirigenziale (il segretario abilitato ad operare nei comuni B1) percepire retribuzione inferiore, per essere assegnato a comuni B2 (a differenza che nei comuni B1, con retribuzione di posizione inferiore ad euro 11.533,17) o a comuni C, nel qual caso differisce anche il tabellare, non essendo più, per effetto del comma 458 dell'articolo 1 della legge 147/2013, di euro 43.310,90, ma di euro 34.648,71 (tabella 3 del Ccnl del 1/3/2011).
Il segretario avente o non avente livello dirigenziale ed assegnato a comuni B2 (con o senza dirigenza) può comunque raggiungere il trattamento retributivo corrispondente a tale livello, se ci sia applicazione del comma 4 dell'articolo 41 del Ccnl del 16/5/2001, o del comma 5, o di entrambi.

Ambito applicativo
La questione riguarda solamente i comuni B2 perché:
1. nei comuni C, c'è, rispetto agli altri, una differenza di tabellare che, con o senza maggiorazioni da comma 4 o da comma 5, non consente al segretario di arrivare alla soglia di euro 54.844,07;
2. nei comuni B1 e superiori (con o senza dirigenza), il trattamento retributivo dirigenziale del segretario c'è già (prescinde, quindi, dall'esistenza di maggiorazioni), per via della più elevata retribuzione di posizione prevista dall'articolo 3, comma 6, del Ccnl del 1/3/2011, che, sommata al tabellare di euro 43.310,90, dà luogo a superamento della soglia di 54.844,07.
Capiamo, allora, che l'articolo 10, comma 2 bis, del Dl 90/2014 fa riferimento ai comuni senza dipendenti con qualifica dirigenziale proprio perché tiene presente che, se sono di livello B2, la retribuzione dirigenziale del segretario non c'è, ma può venire acquisita, come pure continuare a non esserci (in via complementare, la questione riguarda anche i comuni B2 con dirigenza, essendo il galleggiamento regola generale, ma non per questo scontata).

La regola generale
In conclusione, il predetto comma 2-bis, detta, attraverso un'impostazione letterale finalizzata ad evitare errori applicativi, una regola che prescinde dall'avere o meno il comune dipendenti con qualifica dirigenziale.
Tale regola è: i diritti di rogito spettano soltanto ai segretari non aventi qualifica dirigenziale, intesa quest'ultima come condizione giuridica che determini il raggiungimento del livello retributivo della dirigenza (euro 54.844,07).
È questo il significato evidente dell'articolo 10, comma 2-bis, del Dl 90/2014.
Diversamente argomentando, verrebbe irrazionalmente vanificata la finalità della norma, che consente di compensare le elevate differenze retributive esistenti nella categoria, differenze dovute soprattutto al comma 458 dell'articolo 1 della legge 147/2013, seguito da tutte le note polemiche.
Essendo ciascuna norma generale ed astratta, sono gli automatismi logici ad adattarla ad ogni caso concreto e, in quello in questione, emergono anche i seguenti aspetti ulteriori:
1. per i segretari in convenzione, vale ovviamente la stessa regola: il raggiungimento o meno, attraverso la complessiva retribuzione, della soglia di euro 54.844,07;
2. il limite di un quinto dello stipendio in godimento (anziché la differenza tra la retribuzione dirigenziale e quella del segretario che non la raggiunga) impone, nei comuni B2 senza dirigenti (o con dirigenti e senza galleggiamento), le necessarie valutazioni in sede di eventuale applicazione dei commi 4 e 5 dell'articolo 41 del Ccnl del 16/5/2001.

(*) Responsabile di Ragioneria del Comune di Fara in Sabina


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