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Il verbale di sopralluogo Tari: le novità operative per i magazzini

di Samantha Zebri (*) - Rubrica a cura di Anutel

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

L'applicazione della Tari a locali e aree adibite ad uso magazzino è resa operativamente più complessa da quanto disposto dall'articolo 1 comma 649 della 147/2013. Si tratta della norma che dispone la detassazione dei magazzini esclusivamente e funzionalmente collegati a un'area di produzione di rifiuti speciali non assimilabili laddove siano presenti materie prime e merci.
Infatti ai fini della gestione di questa ipotesi di detassazione devono sussistere ed essere debitamente riscontrate/provate circostanze non desumibili da una mera planimetria catastale e, come tali, da rilevare mediante sopralluogo.

Le modalità del sopralluogo
Lo strumento del sopralluogo, in regime Tari, non solo viene confermato ma anche potenziato rispetto ai previgenti prelievi Tarsu e Tares. Per la Tari, ai sensi dell'articolo 1 comma 692 e seguenti, il funzionario responsabile del tributo può disporre un sopralluogo in via immediata e ordinaria senza dover previamente inviare questionari o richiedere documentazione. In caso di utenza non domestica con attività di lavorazione produttiva di rifiuto speciale non assimilabile il sopralluogo deve quindi servire a rilevare presenza, numero, consistenza, caratteristiche e modalità di utilizzo, contenuti (materie prime, merci, semilavorati, prodotti finiti, ...) per consentire poi all'ufficio, in sede di controllo, la corretta valutazione della tassabilità di quei magazzini.

Un verbale ben fatto
Da qui l'importanza del verbale di sopralluogo che, in queste ipotesi, dovrà pioneristicamente cercare di offrire all'ufficio i riscontri oggettivi concretamente più adatti, a seconda dei casi, a descrivere la situazione e a confermare o meno l'esistenza dei requisiti di detassazione.
Il verbale di sopralluogo, se redatto da pubblico ufficiale (agente di Polizia municipale o accertatore tributario nominato ex articolo 1 comma 179 e seguenti legge 296/2006), gode di fede privilegiata e può costituire valida prova in giudizio a sostegno dell'atto emesso dall'ufficio, ma la difficoltà nei casi come quello qui in esame sta soprattutto nel formalizzare e standardizzare "a tavolino" quale elemento o circostanza possa essere idoneo a confermare o a escludere l'esistenza, ad esempio, del collegamento funzionale ed esclusivo tra area adibita a magazzino ed area di lavorazione produttiva di rifiuti speciali non assimilabili.
A tal fine un aiuto può essere offerto dai regolamenti comunali Tari, ma la vera differenza tra un sopralluogo ben fatto e ben verbalizzato e uno malfatto e mal verbalizzato sarà segnata dalla preparazione del personale incaricato di questa attività di accesso e dal supporto a esso offerto dall'ufficio, in termini di riscontri sui margini di migliorabilità delle modalità di sopralluogo e/o della relativa verbalizzazione.
È infatti evidente che l'ufficio, senza poter contare su un verbale di sopralluogo ben costruito, si ritrova nell'impossibilità di effettuare qualsiasi valutazione sulla tassabilità dei magazzini inseriti nel contesto di un'attività di produzione di rifiuto speciale non assimilato, con conseguente pericoloso e inopportuno stallo.

(*) Responsabile entrate e regolamenti c/o Comune di Bologna


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