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Alienazioni: gli enti devono destinare parte dei proventi per ridurre l'indebitamento

di Elena Brunetto (*) - Rubrica a cura di Anutel

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L'articolo 56-bis, comma 11 del Dl 69/2013, convertito con modificazioni con la legge 98/2013, prevedeva l'obbligo per gli enti territoriali di destinare al «Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato» una quota pari al 10% delle risorse nette ricavabili dalla vendita del patrimonio immobiliare disponibile, salvo l'obbligo di utilizzo delle entrate per il ripristino dei limiti massimi di indebitamento consentiti dall'ordinamento contabile vigente.
La norma prevedeva inoltre che la restante parte di risorse non destinabili al Fondo dovesse essere utilizzata per la copertura di spese di investimento oppure, per la parte eccedente, per la riduzione del debito (articolo 1, comma 443 della legge 228/2012).
In assenza del decreto che avrebbe dovuto definire le modalità di versamento, gli Enti, in presenza di entrata da alienazione, avevano fino ad ora accantonato la quota del 10% nei fondi vincolati dell'avanzo di amministrazione.

Le nuove modifiche
Ora, le modifiche introdotte dal Dl 19 maggio 2015 n.78 prevedono che «Per i comuni la predetta quota del 10% è destinata prioritariamente all'estinzione anticipata dei mutui e per la restante quota secondo quanto stabilito dal comma 443 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228».
Analoga disposizione era stata già a suo tempo introdotta dalle norme sul Federalismo demaniale ove, all'articolo 9 del Dlgs n. 85/2010 veniva previsto che «Le risorse nette derivanti a ciascuna Regione ed ente locale dalla eventuale alienazione degli immobili del patrimonio disponibile loro attribuito ai sensi del presente decreto nonché quelle derivanti dalla eventuale cessione di quote di fondi immobiliari cui i medesimi beni siano stati conferiti sono acquisite dall'ente territoriale per un ammontare pari al settantacinque per cento delle stesse. Le predette risorse sono destinate alla riduzione del debito dell'ente e, solo in assenza del debito o comunque per la parte eventualmente eccedente, a spese di investimento».

Problemi per gli enti
Occorre porre l'accento sulle problematiche che sorgono per gli enti locali i quali, a fronte di obblighi previsti da specifiche norme in materia, devono destinare parte dei proventi ricavati dall'alienazione dei beni alla riduzione del debito mentre si trovano nel contempo costretti a sostenere oneri per l'estinzione anticipata dei mutui in ammortamento che gli istituti finanziatori e Cassa depositi e prestiti in primis applicano in presenza di tali operazioni.
Inoltre i nuovi principi contabili di cui al Dlgs 118/2011, come modificati dal Dlgs 126/2014 prevedono che tali oneri vengano computati tra le spese correnti dell'Ente e, pertanto, finanziate con risorse correnti.

(*) Docente Anutel


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