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Niente riduziine Ici alle agenzie territoriali per la casa

di Andrea Alberto Moramarco

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

In materia di Ici, se il regolamento comunale prevede, ai fini della riduzione dell'aliquota, che l'immobile sia utilizzato direttamente dal proprietario, il beneficio non può spettare alle agenzie territoriali per la casa. Questo è in sintesi il contenuto della sentenza n. 16432/2015 della Sezione tributaria della Cassazione, depositata ieri.

La vicenda
La controversia ha visto fronteggiarsi l'Agenzia territoriale per la casa della Provincia di Alessandria (ex Iacp) e il Comune di Casale Monferrato. Quest'ultimo con avviso di liquidazione Ici aveva rettificato l'aliquota applicata per l'anno di imposta 2004, in riferimento a ben 1075 unità immobiliari di proprietà dell'Agenzia, portandola dal 4 al 7 per mille, in quanto, ai sensi del regolamento comunale in materia, l'aliquota ridotta esigeva la condizione della «utilizzazione diretta degli immobili da parte del proprietario persona fisica». L'agenzia, dal canto suo, impugnava il provvedimento ritenendo illegittima l'applicazione dell'aliquota maggiorata, in quanto si trattava comunque di immobili adibiti ad abitazioni principali.

Le motivazioni
La controversia dopo l'alternarsi dei giudizi della Commissione tributaria provinciale e regionale arriva in Cassazione dove i giudici della Sezione tributaria si schierano in favore del Comune. La Corte sottolinea il fatto che, ai sensi del regolamento comunale, la riduzione dell'aliquota spetta a coloro che hanno l'utilizzo diretto degli immobili, ovvero a coloro che non sfruttano il bene per produrre reddito. E sono proprie questi due elementi, l'utilizzazione diretta e la mancanza di produttività, che determinano l'impossibilità per le Agenzie territoriali per la casa di usufruire del beneficio della riduzione dell'aliquota, a nulla rilevando la finalità assistenziale da esse perseguita.
Da una parte, infatti, tali enti non utilizzano in maniera diretta gli immobili di proprietà, dall'altra «il godimento degli immobili da parte dei cittadini assegnatari è comunque assoggettato al pagamento di pigioni», inferiori sì ai canoni di locazione di mercato, ma pur sempre remunerativi.


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