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Mobilità e ricollocazione del personale delle ex Province: la rassegna delle massime della Corte dei conti

di Marco Rossi

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Pubblichiamo alcune pronunce delle sezioni regionali di controllo e il principio corredato da una sintesi delle deliberazioni della sezione autonomie.

OGGETTO: MOBILITÀ E RICOLLOCAZIONE DEL PERSONALE PROVINCIALE
Nel biennio 2015/2016 gli enti territoriali non possono attivare procedure di mobilità volontaria se non destinate alla ricollocazione del personale soprannumerario delle province, salvo il caso in cui la copertura del posto in organico sia destinata ad una specifica professionalità richiesta dalla legge non rinvenibile tra le unità da ricollocare. Decorso il predetto periodo, o comunque alla conclusione del processo di ricollocazione del personale delle province, il comune potrà sostituire il dipendente ceduto, attivando, secondo la disciplina generale, una procedura di mobilità di personale da altro ente soggetto a limiti di assunzione, sempreché sia rispettato il limite della spesa di personale. Naturalmente, il comune che ceda un dipendente in mobilità non può considerare la cessazione agli effetti del risparmio di spesa da destinare a nuove assunzioni.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELLA LOMBARDIA - PARERE 20 LUGLIO 2015 N. 249/2015

OGGETTO: REINTERNALIZZAZIONE DI SERVIZI E RICOLLOCAZIONE DEL PERSONALE PROVINCIALE
Se l'ente locale deve coprire posti in organico per i quali è necessaria una specifica professionalità per garantire l'espletamento del servizio reinternalizzato, può assumere solo nei modi indicati dal comma 424 dell'articolo 1 della legge 190/2014; qualora però venisse «constatata l'inesistenza di tali professionalità tra le unità soprannumerarie da ricollocare, l'ente potrà procedere ad assumere nei modi ordinari. Tale ricerca va riferita non al solo personale della Provincia di appartenenza, ma a tutto il personale delle Province interessate alla ricollocazione come individuato ai sensi del comma 422 dell'art. 1 della legge 190/2014». Esclusivamente in quest'ultima particolare ipotesi, pertanto, l'ente potrà procedere a reinternalizzare il personale della società in house e sempre che, ovviamente, sussistano tutti i presupposti che ne consentano la reinternalizzazione (ad esempio, assunzione a suo tempo del personale mediante selezione pubblica).
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELLA LOMBARDIA - PARERE 20 LUGLIO 2015 N. 246/2015

OGGETTO: RICOLLOCAZIONE DEL PERSONALE PROVINCIALE E LIMITI DI SPESA DI PERSONALE PER ENTI NON SOGGETTI AL PATTO DI STABILITÀ
La deroga relativa alla non computabilità delle spese del personale ricollocato, espressamente prevista dal comma 424 dell'articolo 1 della legge 190/2014, relativamente al solo comma 557 dell'articolo 1 della legge 296/2006, deve essere estesa all'analoga disposizione contenuta nel successivo comma 562 relativo agli enti non soggetti a Patto di stabilità. Non ammettere una tale interpretazione estensiva sembrerebbe, infatti, comportare una sterilizzazione, proprio per gli enti di minore dimensione, dell'effettività dell'intervento in esame e potrebbe frustrare la ratio di salvaguardia dei livelli occupazionali, che appare fortemente connotare il provvedimento in esame.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELLA LOMBARDIA - PARERE 20 LUGLIO 2015 N. 242/2015

OGGETTO: RIDUZIONE DEL 10% DEL COMPENSO AI REVISORI
La decurtazione dei compensi da applicare ai revisori dei conti degli enti locali è disciplinata, secondo consolidata giurisprudenza delle Sezioni regionali di controllo, dall'articolo 6, comma 3, della legge 122/2010. La questione relativa all'applicazione agli enti locali territoriali in generale ed, in particolare, ai loro organi di revisione, è stata oggetto, in molteplici occasioni e con profili - in alcuni casi – diversi, di numerose pronunce delle Sezioni regionali di controllo in sede consultiva, le quali hanno unanimemente condiviso l'orientamento favorevole all'applicazione di tale riduzione. Tale interpretazione, in particolare, si fondava sulla precisazione normativa in cui si affermava che «le disposizioni del presente articolo non si applicano in via diretta alle regioni, alle province autonome e agli enti del Servizio sanitario nazionale, per i quali costituiscono disposizioni di principio al fine del coordinamento della finanza pubblica…». Ritiene, quindi, il collegio di non doversi discostare dalla consolidata interpretazione della giurisprudenza del controllo che considera applicabile agli Organi di revisione degli enti locali tale disposizione, la cui applicazione non può essere esclusa dall'obiter dictum contenuto della pronuncia n. 4/2014 della Sezione delle Autonomie anche perché riguardante esclusivamente l'interpretazione dell'articolo 5, comma 7, della legge 122/2010 non essendo stata investita la Sezione romana di questioni di massima attinenti, nello specifico, l'esegesi del successivo articolo 6.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELLA PUGLIA - PARERE 22 LUGLIO 2015 N. 143/2015

OGGETTO: FONDO PROGETTAZIONE E INNOVAZIONE E REGOLAMENTAZIONE INTERNA
Il regolamento interno relativo ai Fondi per la progettazione e l'innovazione deve attenersi ad alcuni punti fermi: 1) erogazione ai soli dipendenti espletanti gli incarichi tassativamente indicati dalla norma (responsabile del procedimento, incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo, e loro collaboratori), riferiti all'aggiudicazione ed esecuzione "di un'opera o un lavoro" (non forniture di beni o di servizi); 2) puntuale ripartizione del fondo incentivante tra gli incarichi attribuibili (responsabile del procedimento, progettista, responsabili della sicurezza, direttore dei lavori, collaudatori, nonché loro collaboratori), secondo percentuali rimesse alla discrezionalità dell'amministrazione, da mantenere, tuttavia, entro i binari della logicità, congruenza e ragionevolezza; 3) devoluzione in economia delle quote del fondo incentivante corrispondenti a prestazioni non svolte dai dipendenti, ma affidate a personale esterno; 4) devoluzione in economia delle quote parti dell'incentivo corrispondenti a prestazioni, anche se svolte da dipendenti interni, prive dell'accertamento di esecuzione dell'opera in conformità ai tempi ed ai costi prestabiliti.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELLA LOMBARDIA - PARERE 20 LUGLIO 2015 N. 236/2015


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