Home  › Fisco e contabilità

Gestione economale sotto il fuoco incrociato della Corte dei conti calabrese

di Marco Rossi

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La sezione giurisdizionale della Calabria della Corte dei conti ha recentemente depositato diverse sentenze di condanna di alcuni economi comunali in relazione alla gestione svolta. Si tratta di pronunce che concludono il peculiare «giudizio di conto» che caratterizza gli agenti contabili e che dimostrano la delicatezza e l'importanza della funzione economale nell'ambito delle amministrazioni locali.
Da un lato, infatti, si tratta di una modalità non ordinaria di realizzazione delle spese pubbliche che, pertanto, va connotata da eccezionalità e dalla previsione (nel contesto di un apposito regolamento) delle puntuali casistiche in cui è possibile farvi ricorso.
Dall'altra parte, invece, si tratta di una gestione che implica, data la sua rilevanza, un controllo non solo amministrativo (esercitato dagli organi interni dell'ente) ma anche giurisdizionale, svolto dalla magistratura contabile in sede giurisdizionale.

Giudizio di conto
Proprio quest'ultimo giudizio, che si attiva per effetto della trasmissione del conto da parte dell'ente a seguito dell'approvazione del rendiconto, può essere fonte di responsabilità (non solo per l'economo) nell'ipotesi che non sia riconosciuto il discarico per una o più spese sostenute, rendicontate e ritenute non ammissibili.
Del resto, essendo l'economo un agente contabile "del pagamento", non vi è alcun dubbio che abbia una gestione che determina sia la formazione di un "debito" (o carico), derivante dall'anticipazione economale ricevuta, sia la formazione di un "credito" (o discarico), derivante dalla spese legittimamente sostenute, che non necessariamente trovano corrispondenza.
Ne può quindi conseguire una responsabilità patrimoniale, nell'ipotesi che l'economo non riesca correttamente a dimostrare che le somme legittimamente spese, a cui devono essere aggiunti i rimborsi eventualmente eseguiti a favore dell'ente, eguagliano le anticipazioni ottenute per fronteggiare le esigenze della gestione.

Somme non discaricate
Osservando le pronunce, una prima fattispecie (sentenza n. 160/2015) non discaricata ha riguardato il rimborso di spese per carburante sostenuto dal sindaco, nonostante il regolamento prevedesse la possibilità di sostenere «spese per missioni e/o trasferte di amministratori dipendenti, nella misura prevista da disposizioni legislative e regolamentari». Nel caso esaminato, infatti, non sono state rispettate le formalità previste dallo stesso regolamento, che chiedeva l'autorizzazione preventiva da parte della giunta o del responsabile del servizio di appartenenza.
Consimile è anche l'esito che si rinviene nella pronuncia n. 139/2015che, nondimeno, determina la condanna dell'economo in relazione a delle spese sostenute e non specificamente individuate dal regolamento economale per l'assenza della preventiva autorizzazione amministrativa necessaria proprio per le fattispecie non puntualmente esplicitate dallo stesso regolamento.
In sostanza, la disciplina della gestione economale conteneva una sorta di "clausola residuale" in forza della quale l'economo avrebbe potuto sostenere spese diverse rispetto a quelle espressamente identificate a condizione, però, di disporre di una previa autorizzazione da parte di amministratori, responsabili e segretario comunale.
Nel caso esaminato, la Corte, in particolare, non contesta la correttezza della clausola regolamentare bensì la circostanza che talune spese, non rientranti nelle specifiche previsioni e pertanto da ricondurre a tale clausola residuale, siano state sostenute senza la prescritta autorizzazione preventiva. Ne consegue che il mancato discarico può essere riconosciuto non solo per alcuni "vizi" di carattere sostanziale, legati – per esempio – all'imputazione di spese non corrispondenti al regolamento ovvero a spese imputate eccedenti i relativi giustificativi ma anche al mancato adempimento di alcuni obblighi formali a cui occorre prestare particolare attenzione.

Controlli
Al riguardo, tra l'altro, le pronunce evidenziano l'importanza che l'ente svolga adeguate verifiche ed appropriati riscontri periodici in ordine alla gestione economale (a cui sono tenuti anche gli organi di revisione economico-finanziaria), allo scopo di garantire l'assoluta regolarità della gestione.
Merita, infine, sempre riprendendo le indicazioni delle sentenze, sottolineare l'importanza della "parificazione" da parte del responsabile del servizio economico-finanziario, finalizzata a riscontrare ed accertare la regolarità contabile della corrispondenza tra le scritture dell'ente e del conto economale. Attestazione che, tuttavia, può essere (come è stata nei casi esaminati) acquisita nel corso del giudizio, ovvero, come si dice "ora per allora".


© RIPRODUZIONE RISERVATA