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Nessuna attività di riscossione è possibile senza l'iscrizione all'albo

di Francesco Tuccio (*) - Rubrica a cura di Anutel

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Pervengono ad Anutel numerose segnalazioni da parte di contribuenti relative a Comuni che si avvalgono per le attività di riscossione di soggetti non abilitati dalle specifiche norme di settore, quali le società di recupero crediti. Si tratta di affidamenti rischiosi, forieri di contenzioso laddove i contribuenti decidessero di non pagare quanto richiesto e di contestare l'illegittimità della pretesa.

Responsabilità dei dirigenti
Le scelte operate da parte degli enti locali, che hanno deciso di affidare la riscossione direttamente o attraverso gara alle suddette società, possono inoltre comportare la responsabilità dei dirigenti che hanno adottato i relativi atti, nonché degli amministratori degli enti stessi, per le scelte gestionali errate. Tali affidamenti partono, di norma, con una richiesta da parte delle citate società effettuata direttamente all'Ente, al quale viene consegnato anche un depliant pubblicitario, che si aggiunge ai servizi visibili nei loro siti internet, dove è chiara l'attività svolta, inducendo tuttavia in errore gli ignari amministratori, che alla fine "abboccano". Ci si chiede, infatti, come negli enti locali si possa continuare a scherzare con la gestione delle entrate, pur in presenza di indagini con arresti e sequestri e anche, in aggiunta, alla nota vicenda relativa alla centrale di committenza Asmel, dichiarata illegittima da parte dell'Anac, con delibera n. 32 del 30 aprile scorso.

La disciplina
La materia è disciplinata dall'articolo 52 del Dlgs 446/1997 «Potestà regolamentare generale delle province e dei comuni» dove sono stabilite le modalità di gestione per le entrate degli enti locali. Il comma 5 del suddetto articolo 52 prevede che, nel caso in cui l'Ente abbia deliberato di affidare a terzi, anche disgiuntamente, la liquidazione, l'accertamento e la riscossione dei tributi e di tutte le altre entrate, le relative attività sono affidate ai soggetti iscritti all'albo di cui all'articolo 53 del medesimo decreto (ove non sono previste le società di recupero crediti).
La lettera c) del citato comma chiarisce poi che l'affidamento di cui alla precedente lettera b) non deve comportare oneri aggiuntivi per il contribuente (attualmente molti soggetti che emettono atti ingiuntivi, in contrasto con la suddetta norma, chiedono costi al contribuente.

L'iscrizione all'albo
Recente è il caso eclatante di una Onlus, che per l'emissione di un atto ingiuntivo a una società di circa 300mila euro, ha richiesto al contribuente oneri per ben 13mila euro).
Pertanto, le società di recupero credito potrebbero svolgere funzioni di supporto, avere in affidamento l'incasso delle multe o di tutte le altre entrate da parte degli enti locali, solo ove fossero iscritte nell'«Albo per l'accertamento e riscossione delle entrate degli enti locali», previsto dall'articolo 53 del Dlgs 446/1997, ove si stabilisce che «presso il Ministero delle finanze è istituito l'albo dei soggetti privati abilitati ad effettuare attività di liquidazione e di accertamento dei tributi e quelle di riscossione dei tributi e di altre entrate delle province e dei comuni».

Conclusioni
Qualora gli enti locali decidano di esternalizzare le attività di accertamento e riscossione di tutte le proprie entrate, possono farlo con gara a evidenza pubblica a cui possono partecipare solo ed esclusivamente i soggetti iscritti all'albo di cui all'articolo 53 tenuto dal Mef, da non confondere con quello della tenuto dalla Questura. Di conseguenza, le società di recupero crediti non possono essere equiparate ai soggetti iscritti all'albo, non possono adottare provvedimenti a carico dei contribuenti e non possono chiedere spese o aggi, né tantomeno incassare denaro.
Infine, il rischio per gli enti che affidano a essi tali attività potrebbe essere serio in quanto vedrebbe esposti i funzionari e amministratori a responsabilità civili e penali, con conseguente danno erariale. Quanto sopra analizzato, naturalmente, vale fino a quando il legislatore non decida di aprire il mondo della riscossione degli enti locali anche alle società di recupero crediti, che con la loro organizzazione potrebbero anche avere una maggiore efficienza sugli incassi, naturalmente però equiparando i relativi aggi a quelli previsti dalle norme vigenti.

(*) Presidente Anutel


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