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La versione semplificata aiuta i piccoli enti

di Marco Bertocchi e Giuseppina Latella

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Anche gli enti locali di piccole dimensioni sono attesi alla prova della nuova programmazione, con il Dup 2016–2018, sebbene in una forma semplificata rispetto a quella prevista per gli enti medio–grandi. Il Decreto ministeriale del 20 maggio 2015, concernente l’aggiornamento dei principi contabili del Dlgs 118/11, ha infatti introdotto il Dup semplificato. Ma quali sono le reali semplificazioni apportate? E come dovrà essere redatto il Dup per i piccoli enti?

Finalità e struttura del Dup
Scorrendo il nuovo principio 8.4 si nota, innanzitutto, una sostanziale invarianza delle finalità generali del Dup. Il documento, infatti, è teso a individuare “in coerenza con il quadro normativo di riferimento e con gli obiettivi generali di finanza pubblica […] le principali scelte che caratterizzano il programma dell’amministrazione da realizzare nel corso del mandato amministrativo e gli indirizzi generali di programmazione riferiti al periodo di mandato”.
Premesso questo, emerge il venir meno dell’articolazione del documento nelle due Sezioni che caratterizzano il Dup degli enti di maggiore dimensione: la sezione strategica (SeS) e quella operativa (SeO).

Il contesto e gli indirizzi generali
Nella versione completa il Dup si caratterizza per:
-  una sezione strategica articolata in: analisi strategica delle condizioni esterne ed interne all’ente sia in termini attuali che prospettici; definizione degli indirizzi generali di natura strategica; individuazione degli obiettivi strategici;
-  una sezione operativa articolata in: definizione degli obiettivi operativi di ciascun programma, connessa motivazione delle scelte e risorse finanziarie, umane e strumentali da impiegare; programmazione dettagliata, relativamente all’arco temporale del Dup, delle opere pubbliche, del fabbisogno di personale e delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio.
Il Dup semplificato invece, nel compattare i contenuti delle due sezioni:
-  effettua un generale richiamo all’analisi di contesto, riferendosi alla “situazione socio economica del territorio” quando identifica la finalità del documento. Tuttavia occorre rifarsi a quanto dice il Principio contabile al Punto 8.1, quando descrive l’analisi di contesto da riportare nella SeS del Dup completo. Tale analisi, per gli enti superiori ai 5.000 abitanti, deve essere costituita da tre profili:
1. obiettivi individuati dal Governo;
2. valutazione corrente e prospettica della situazione socio-economica del territorio di riferimento e della domanda di servizi pubblici locali;
3. parametri economici essenziali utilizzati per identificare, a legislazione vigente, l’evoluzione dei flussi finanziari ed economici dell’ente e dei propri enti strumentali.
Successivamente il Punto 8.1 chiarisce che per gli enti locali con popolazione inferiore a 5.000 abitanti l’analisi strategica, per la parte esterna, può essere limitata ai soli punti 2 e 3;
-  dà un’enfasi ulteriore agli indirizzi generali, che divengono l’unico punto di riferimento per la programmazione di mandato, non essendo richiesta la definizione di obiettivi strategici collegati alle missioni. Se nel Dup “completo” gli indirizzi generali rientrano nell’analisi di contesto (condizioni interne), nel Dup “semplificato” assumono un rilievo autonomo e distinto rispetto all’analisi di contesto.

La catena di senso degli obiettivi
Il Dup semplificato, per ogni singola missione/programma del bilancio:
-  indica gli “obiettivi” che l’ente intende realizzare negli esercizi considerati nel bilancio di previsione (anche se non compresi nel periodo di mandato);
-  può esplicitare le relative “previsioni di spesa” in termini di competenza finanziaria. Con riferimento al primo esercizio possono essere indicate anche le previsioni di cassa;
-  analizza gli “impegni pluriennali di spesa già assunti” e le relative “forme di finanziamento”.
Nel Dup semplificato viene meno, quindi, la necessità di definire obiettivi strategici di mandato collegati alle missioni, a cui agganciare gli obiettivi operativi riferiti ai programmi. È possibile, invece, semplificare la catena di senso degli obiettivi, raccordandosi direttamente agli indirizzi generali ed individuando obiettivi della programmazione triennale ed annuale direttamente riferibili alle sole missioni, mantenendo comunque la possibilità di scendere al livello dei programmi.
Inoltre è possibile semplificare la struttura contabile del documento, in quanto non è obbligatorio riportare gli stanziamenti di spesa riferiti alle missioni e ai programmi di bilancio.

Gli altri contenuti programmatici del Dup
Nella parte finale dell’art. 1 del Decreto correttivo viene ripreso di fatto il contenuto della Parte 2 della Sezione operativa del Dup per gli enti superiori ai 5.000 abitanti.
Infatti, il Decreto stabilisce che il Dup semplificato comprende, relativamente all'arco temporale di riferimento del bilancio di previsione:
-  gli obiettivi degli organismi facenti parte del gruppo amministrazione pubblica;-  l’analisi della coerenza delle previsioni di bilancio con gli strumenti urbanistici vigenti;
-  la programmazione dei lavori pubblici;
-  la programmazione del fabbisogno di personale;
-  la programmazione delle alienazioni e della valorizzazione dei beni patrimoniali.
L’unica differenza di rilievo con la disciplina generale riguarda la programmazione dei lavori pubblici.
Il correttivo ribadisce, da un lato, che:
-  la realizzazione dei lavori pubblici degli enti locali deve essere svolta in conformità ad un programma triennale e ai suoi aggiornamenti annuali che sono ricompresi nel Dup;
-  i lavori da realizzare nel primo anno del triennio sono compresi nell’elenco annuale che costituisce il  documento di previsione per gli investimenti in lavori pubblici e  il loro finanziamento.
Tuttavia non vengono riprese le indicazioni sul contenuto minimo del Programma delle opere con riferimento a:
-  priorità e azioni da intraprendere;
-  stima dei tempi e durata degli adempimenti amministrativi di realizzazione delle opere e del collaudo;
-  stima dei fabbisogni espressi in termini sia di competenza, sia di cassa, al fine del relativo finanziamento in coerenza con i vincoli di finanza pubblica.


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