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Anticipazioni di liquidità, ampia autonomia ai Comuni ma no a nuove spese

di Matteo Valerio

Le anticipazioni di liquidità erogate ai Comuni non possono essere utilizzate per il finanziamento di nuove spese. Espunta quest'unica limitazione, però, l'utilizzo di questi fondi è demandato agli enti locali, che godono di ampia autonomia. Via libera dunque anche all'utilizzo delle anticipazioni per ripianare i disavanzi di bilancio, oppure come «copertura» per liberare risorse del fondo crediti di dubbia esigibilità previsto dalla nuove regole contabili. In quest'ultimo caso, però, la facoltà è valida solo a partire dal prossimo anno.
È quanto ha chiarito la commissione Arconet, rispondendo ad una quesito formulato dall'Anci e riguardante proprio le facoltà di utilizzo delle anticipazioni contabili.

Il Dl enti locali
Dopo una serie di pronunce da parte di diversi soggetti istituzionali (dal ministero dell'Economia alla Corte dei conti), riguardanti le indicazioni per la contabilizzazione e l'utilizzo delle anticipazioni di liquidità, è il Dl 78/2015 - ‘'Enti locali'' (articolo 2, comma 6) a mettere un punto fermo sulla questione disponendo, ricorda Ifel in una nota, che gli enti destinatari utilizzano queste risorse «ai fini dell'accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità nel risultato di amministrazione».
Grazie al quesito posto da Anci alla commissione Arconet, si è chiarito ulteriormente che solo per quest'anno, visto che è già scaduto il termine per il riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi, le anticipazioni non potranno essere utilizzate per la copertura del disavanzo straordinario già accertato con la delibera di riaccertamento straordinario e per il quale dovrebbe già essere stata definita la modalità di recupero. In sostanza la non applicabilità di queste risorse per il ripiano trentennale deriva esclusivamente dal fatto che è già scaduto il termine per l'adozione del provvedimento di riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi. La norma contenuta nel Dl 78/2015 può comportare un effetto di riduzione del disavanzo, ma solo nel caso e con riferimento all'esercizio in cui sarà effettuata la verifica di congruità dell'FCDE nel risultato di amministrazione (e quindi a partire dal rendiconto 2015).


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