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Contabilità economica e bilancio consolidato, si parte dal prossimo anno

di Marco Rossi

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Nell'ambito del percorso normativo di progressiva introduzione dell'armonizzazione contabile, il 2016 si presenta di fondamentale importanza per l'avvio generalizzato della contabilità economico-patrimoniale (secondo la nuova impostazione) e per l'obbligo di redazione del bilancio consolidato, che nondimeno presuppongono alcuni adempimenti preliminari per garantire la corretta predisposizione dei referti (nel corso del 2017).
Invero, l'introduzione di tali strumenti era prevista, per le realtà con popolazione superiore a 5.000 abitanti, già con il 2015, seppure con facoltà di proroga al 2016 (di cui si sono avvalsi praticamente tutti gli enti), mentre – per gli enti di minore dimensione – era stata la stessa normativa a disporne la disapplicazione fino al 2017.
Resta fermo, ovviamente, che tale sistema contabile affianca la contabilità finanziaria, che viene confermata come il sistema contabile principale in funzione delle logiche autorizzatorie che gestisce, acquisendo però una rilevanza maggiore rispetto al passato, proprio per il ruolo che riveste ai fini della redazione del bilancio consolidato.

Funzionamento
In ogni caso, le regole contabili armonizzate sono destinate ad incidere in modo significativo e strutturale rispetto al funzionamento della contabilità economico-patrimoniale, per effetto del superamento del prospetto di conciliazione e dell'introduzione di un sistema contabile integrato. Quest'ultimo, in particolare, dovrebbe garantire la rilevazione unitaria dei fatti gestionali nei loro profili finanziario ed economico-patrimoniale, soddisfacendo con un unico flusso di caricamento dei dati i fabbisogni informativi necessari, altresì, per ottenere le indicazioni inerenti i costi/oneri ed i ricavi/proventi correlati alle transazioni realizzate.

Collegamento
Il collegamento tra la contabilità finanziaria e la contabilità economica avviene, in termini strutturali, attraverso il piano integrato dei conti e, in termini funzionali, attivando una corrispondenza tra le fasi che ne caratterizzano lo svolgimento.
Il piano integrato dei conti, infatti, risulta articolato su tre diverse dimensioni gestionali (finanziaria, economica e patrimoniale) che presentano voci analoghe, le quali possono essere collegate anche ricorrendo alle codifiche che sono state elaborate.
Rispetto allo svolgimento, invece, la scelta convenzionalmente eseguita prevede (fatti salvi alcuni casi) una corrispondenza tra ricavi/proventi ed accertamenti per l'entrata e tra costi/oneri e liquidazione per la spesa.
Ad evidenza, quindi, l'impostazione accolta presenta una sostanziale discontinuità rispetto all'assetto precedente, dal momento che viene introdotto un sistema (per quanto integrato) di rilevazione sistematica basata sul metodo partiduplistico e che porta al superamento della soluzione (invero poco sistematica) del prospetto di conciliazione.
Naturalmente si rendono necessari alcuni adempimenti iniziali, che - in alcuni casi - possono essere svolti nel corso del 2015, come suggerito pure dal sito Arconet, al fine di garantire la migliore operatività nel nuovo esercizio.

Adempimenti
A tale scopo, è sicuramente imprescindibile l'aggiornamento dei sistemi informativi, sia per garantire la piena funzionalità (e praticabilità) della contabilità economica sia per definire adeguati modelli contabili, destinati ad operare a partire dalle rilevazioni eseguite nell'ambito della contabilità finanziaria.
A seguire, è suggerita la realizzazione di una fase di aggiornamento dell'inventario, considerando che le risultanze finali del 31 dicembre 2015 costituiscono le consistenze iniziali da utilizzare nella "nuova" contabilità economica, ovviamente previa verifica delle valutazioni in funzione dei criteri definiti dal Dlgs 118/2011.

Riclassificazione
Ancora decisiva si presenta, la riclassificazione delle voci dello stato patrimoniale chiuso il 31 dicembre dell'anno precedente (utilizzando la vecchia struttura di cui al Dpr 194/1996), sulla base della nuova griglia costituita dal "piano dei conti", che permette anche l'epilogo alle voci più sintetiche che compongono i referti da predisporre.
I diversi elementi dell'attivo e del passivo, inoltre, dovranno essere oggetto di un processo di valutazione, utilizzando i nuovi criteri definiti dal principio contabile n. 3, relativo alla contabilità economico-patrimoniale, da cui potranno scaturire differenze sia positive sia negative (con l'esigenza di predisporre un prospetto di confronto da sottoporre all'approvazione del consiglio).

Bilancio consolidato
Insieme all'avvio della contabilità economico-patrimoniale (nella rinnovata versione armonizzata) l'esercizio di bilancio 2016 sarà caratterizzato dall'introduzione del "consolidato", destinato a rappresentare la situazione finanziaria e patrimoniale ed il risultato economico della complessiva attività svolta dall'ente attraverso le proprie articolazioni organizzative, i suoi enti strumentali e le sue società controllate e partecipate. Si tratta di un documento, come noto, di estrema rilevanza sia dal punto di vista informativo (considerando che gli enti, nel tempo, hanno fatto ricorso a soggetti strumentali) sia dal punto di vista della programmazione, gestione e controllo dell'attività del "gruppo" pubblico locale, a cui fa riferimento pure l'articolo 147-quater del Tuel in relazione al "controllo" delle partecipate. Così come l'avvio della contabilità economico-patrimoniale, l'obbligo di redazione del bilancio consolidato impone agli enti (capogruppo) una serie di attività preliminari, che rivestono una notevole importanza ai fini della successiva attuazione della fase del consolidamento.
In tale logica, in particolare, occorre procedere ad una delimitazione del perimetro del bilancio consolidato, per selezionare le realtà che vi partecipano ed i soggetti che, invece, ne sono esclusi, ovviamente tenendo conto delle indicazioni offerte dal principio contabile n. 4 relativo al "bilancio consolidato".

Elenchi
A tale scopo, più specificamente, è stabilito che l'ente deve predisporre due distinti elenchi: da una parte, l'elenco degli enti, delle aziende e delle società che compongono il gruppo amministrazione pubblica sulla base dei criteri indicati (che prevedono l'inclusione degli organismi strumentali, degli enti strumentali controllati, degli enti strumentali partecipati, delle società controllate e partecipate) e, dall'altra parte, delle realtà che sono ricomprese nell'ambito del bilancio consolidato.
I due elenchi, da approvare in giunta, non sono necessariamente coincidenti, dal momento che alcune realtà partecipanti al gruppo potrebbero non essere ricomprese nell'ambito del bilancio consolidato, essenzialmente per due ragioni.
Da una parte l'irrilevanza, nell'ipotesi che il bilancio di un componente del gruppo non presenti significatività ai fini della rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico di gruppo.
Il principio contabile fornisce, in proposito, indicazioni puntuali, stabilendo – ad esempio – che, in ogni caso, sono considerate irrilevanti (e quindi non oggetto di consolidamento) le quote di partecipazione inferiori all'1% del capitale della società partecipata.
Dall'altra parte, l'impossibilità di reperire le informazioni necessarie al consolidamento in tempi ragionevoli e senza spese sproporzionate, ovviamente da intendersi in relazione a casi limitati e dipendenti da eventi di natura straordinaria.

Informativa
Tali elementi dovranno essere oggetto di informativa anche a favore degli stessi soggetti appartenenti all'area di consolidamento a cui, infine, dovranno essere impartite le direttive necessarie per rendere possibile la predisposizione del bilancio consolidato.
Direttive che, in particolare, dovranno riguardare le modalità ed i tempi di trasmissione dei bilanci di esercizio e dei rendiconti indispensabili per la predisposizione del bilancio consolidato, le indicazioni di dettaglio riguardanti la documentazione e le informazioni integrative per elaborare il documento consolidato nonché le istruzioni necessarie per garantire la migliore uniformità dei criteri di redazione dei documenti da sottoporre ad aggregazione.


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