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Dalle verifiche della Corte dei conti rischi per molte Regioni

di Ettore Jorio

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La delibera 191/2015 della Sezione controllo della Corte dei conti per l'Abruzzocrea preoccupazione in diverse Regioni (si veda il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 23 luglio). I giudici erariali aquilani hanno, infatti, segnalato al Presidente del Consiglio il perseverare dei gravi inadempimenti contabili riscontrati nel bilancio (e dintorni) della Regione Abruzzo. Di conseguenza, hanno invocato l'applicazione dell'articolo 126 della Costituzione e, quindi, lo scioglimento del Consiglio regionale, in linea con quanto ribadito dalla Consulta (sentenza 219/2013) in tema di violazione dei principi di coordinamento della finanza pubblica.

Le conseguenze del controllo
In buona sostanza, l'attento giudice abruzzese ha ritenuto riscontrare in questi comportamenti il compimento di gravi violazioni di legge tali da richiedere l'applicazione dello scioglimento, atteso il colpevole isolamento della Regione Abruzzo nel contesto delle Regioni italiane in riferimento all'inderogabile principio del concorso obbligatorio all'equilibrio di bilancio della Repubblica. Un dato emerso a seguito dell'attivazione dei controlli introdotti con l'articolo 1 del Dl 174/2012, lo stesso che ha implementato quelli interni dei Comuni e insediato la procedura di predissesto. Più precisamente, oltre a lamentare la non adozione delle misure conseguenziali al giudizio di parifica 2012, ha sottolineato la mancata conclusione del procedimento di riaccertamento dei residui a tutto il 2013 e, dunque, ha eccepito una palese violazione in materia, nei termini perentori e nelle modalità fissati dal vigente testo del Dlgs 118/2011.

Problema diffuso
Insomma, il magistrato dei conti abruzzese ha fatto ciò che dovrebbero fare tutti e che, spesso, non fanno. Saranno, quindi, in tante le Regioni chiamate a una preventiva valutazione, considerato il verosimile diffuso pericolo di inciampare in misure eguali, stante i reiterati comportamenti negativi e le negligenze che hanno caratterizzato la loro trascorsa gestione del bilancio. Sarà quindi arduo il compito, quantomeno delle più recenti maggioranze costitute nell'ultimo anno, tenute ai primi e difficili adempimenti di verifica dello "storico" e di riparazione dei guasti riscontrati. Dovranno farlo nel loro interesse politico e non solo, ma anche in ragione dei principi della trasparenza e della verità dovuti alla collettività. Un evento auspicato che dovrà costituire il punto di inizio della loro gestione della quale i rispettivi governatori dovranno dare il conto a fine legislatura. Il compito non sarà facile, dal momento che la pulizia dei residui, che dovranno essere tradotti in crediti e debiti, rispettivamente per quelli attivi e passivi, dovrà essere affrontata con coraggio e con profonda autocritica, anche da parte della dirigenza (ri)chiamata all'adempimento. Sono state troppe, invero, le marachelle commesse in tantissime Regioni (per non dire tutte), in specie quelle di spazzare residui passivi/debiti ricorrendo a un'allegra perenzione amministrativa, per dimostrare uno stato di salute del bilancio di contro ammalato grave: un'abitudine consolidata per rintracciare risorse apparentemente "fresche" da spendere alla bisogna.


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