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Salvaguardia degli equilibri di bilancio nell'incertezza delle entrate

di Gianluca Della Bella (*) - Rubrica a cura di Anutel

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

L'articolo 193 del Tuel, come riformulato dal Dlgs 126/2014, fissa al 31 luglio il termine per adottare la delibera che dà atto del permanere degli equilibri di bilancio e per eventuali interventi di salvaguardia. Tuttavia, l'aver anticipato di due mesi tale adempimento, per quest'anno comporta alcune problematiche da non sottovalutare.
A regime, il nuovo termine obbligatorio del 31 luglio rappresenta un indubbio vantaggio, dato che permette di intervenire tempestivamente in caso di situazioni che possano incidere negativamente sulla salute finanziaria dei bilanci comunali, quali ad esempio, perdite di società partecipate da ripianare o riconoscimenti di debiti fuori bilancio.

L'incertezza delle entrate
Nel 2015 però l'incertezza sul fronte delle entrate potrebbe creare non poche difficoltà a gran parte degli enti. In primo luogo la mancata definizione dei trasferimenti erariali impone ai vari responsabili finanziari di effettuare delle valutazioni di tipo probabilistico. Infatti le assegnazioni riepilogative del Fondo di solidarietà, pubblicate dal ministero dell'Interno sul proprio sito il 15 aprile, sono state aggiornate il 16 luglio 2015, data in cui alcuni enti locali avevano già approvato o, in molti casi, già predisposto e depositato la deliberazione relativa alla salvaguardia con collegata manovra finanziaria. Inoltre il Fondo Imu-Tasi, individuato con il cosiddetto decreto enti locali in 530 milioni di euro, contro i 625 milioni dello scorso anno, prevede che oltre 100 milioni saranno destinati alla restituzione dell'Imu sui terreni montani, ma le quote per i singoli Comuni saranno rese note solo con decreto ministeriale successivo, quando sarà troppo tardi per integrare le deliberazioni di presa d'atto degli equilibri.
Secondariamente, gli incassi della prima rata dell'Imu e della Tasi vengono rendicontati ai Comuni in maniera scaglionata e possono essere definiti con certezza solo dopo un mese, troppo tardi per modificare le verifiche sugli equilibri. Da ultimo, va sottolineato che alcuni enti hanno emesso i ruoli relativi alla Tari ma non li hanno ancora incassati, rendendo difficile la previsione del gettito, in considerazione che, data la crisi economica ancora persistente, si assiste in quasi tutto il Paese a chiusure delle attività economiche e produttive e alla conseguente continua riduzione del gettito per le utenze non domestiche.
In definitiva, l'aver anticipato da parte del legislatore il termine per la verifica della salvaguardia degli equilibri di bilancio al 31 luglio è sicuramente un bene, perché ciò permette agli enti locali di attuare manovre tempestive in caso di squilibrio. Tuttavia questo può avvenire se e solo se entro giugno vi siano certezze sui trasferimenti dello Stato e nel momento in cui le entrate tributarie proprie dei Comuni diventino finalmente delle entrate certe e a regime, per le quali sia possibile basarsi sul trend degli anni precedenti, cosa che non potrà accadere neanche il prossimo anno se dovesse essere introdotta la «local tax».

(*) Docente esclusivo Anutel


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