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Le riduzioni Tari per le utenze occasionali non pesano sul bilancio

di Claudio Carbone

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Con l'arrivo della stagione estiva crescono le richieste di riduzione dell'imposizione Tari per le cosiddette utenze occasionali, cioè quelle relative all'utilizzo di locali, anche diversi dalle abitazioni, e aree scoperte adibiti a uso stagionale ovvero a uso non continuativo, ma ricorrente. In questi casi, il Comune può stabilire delle riduzioni del tributo o addirittura l'esenzione. Rientrano tra le riduzioni in senso stretto gli abbattimenti della misura tariffaria rispetto all'ammontare ordinario da applicare alle utenze che presentano una minor attitudine a produrre rifiuti o comunque a fruire del pubblico servizio di gestione dei rifiuti. Proprio perché esse presentano una minore attitudine a fruire del servizio pubblico, il minor gettito che ne deriva non deve essere controbilanciato da entrate diverse dai proventi del tributo; cosicché, per assicurare l'integrale copertura dei costi, il minor gettito, suddiviso in quote fisse e variabili, deve essere inserito tra i costi del Pef. Del tutto diversa è, invece, la situazione concernente le ulteriori riduzioni ed esenzioni atipiche deliberate dal consiglio comunale. Tali agevolazioni, come prescrive la norma, devono essere iscritte nel bilancio comunale come autorizzazioni di spesa e la relativa copertura è assicurata da risorse diverse dai proventi del tributo di competenza dell'esercizio al quale si riferisce l'iscrizione stessa. Anche le agevolazioni in esame possono essere inserite nel Pef, purché controbilanciate da un eguale contributo a carico del comune.

Riduzioni o esenzioni
Ciò premesso, dal punto di vista operativo le norme di riferimento sono rappresentate dai commi 659 e 660 dell'articolo 1 della legge di stabilità per il 2014. Ai sensi del comma 659, il Comune con regolamento di cui all'articolo 52 del Dlgs 446/1997, può prevedere riduzioni ed esenzioni per determinate fattispecie, individuate come segue: abitazioni con unico occupante; abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo; locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente, abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi l'anno, all'estero e, infine, per i fabbricati rurali ad uso abitativo.
Per effetto del comma 660, invece, il Comune con identico procedimento ha la facoltà di prevedere ulteriori riduzioni (e, si precisa, non anche esenzioni), per altre fattispecie rispetto a quelle sopra elencate dal comma 659, sempre dagli stessi individuate. Si tratta, di norma, di abbattimenti aventi natura di agevolazione, volti a ridurre il carico del prelievo in capo a soggetti in condizioni di difficoltà economico-sociale, sindacabile soltanto sotto il profilo dei limiti posti dall'Ordinamento riguardo il rispetto della non discriminazione e della non arbitrarietà.

Gli stagionali
Dell'insieme delle casisteche richiamate, due, in particolare, richiedono un breve approfondimento. La prima riguarda tutte le utenze, abitative e non, a carattere stagionale. Per poter accedere alle misure di favore, è necessario dimostrarne i presupposti che normalmente devono risultare da licenza o da atto assentivo rilasciato dai competenti organi per l'esercizio dell'attività o da dichiarazione rilasciata dal titolare a pubbliche autorità (Dia o Scia).

Chi risiede all'estero
La seconda, invece, è riconducibile all'articolo 9-bis del Dl n. 47 del 2014 che ha stabilito la riduzione del tributo di 2/3 in favore dei cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato, iscritti all'Aire e già pensionati nei paesi di residenza, limitatamente ad una sola unita immobiliare posseduta in Italia a titolo di proprietà o di usufrutto, non concessa in locazione o in comodato. Al fine di superare alcune criticità applicative e per garantire una omogenea applicazione delle agevolazioni in questione, il Mef e l'Ifel, (risoluzione n. 6/Df/2015 e nota Ifel di commento del 15 luglio 2015), hanno precisato:
a) che per accedere all'agevolazione non è necessario che vi sia coincidenza tra Comune di ubicazione dell'immobile e Comune di iscrizione all'Aire;
b) che l'agevolazione è applicabile solamente nel caso in cui i cittadini italiani residenti all'estero siano percettori di pensioni in convenzione internazionale, nelle quali la contribuzione versata in Italia si totalizza con quella versata in un Paese estero, ovvero di pensioni autonome italiane e pensioni estere. Non è ammesso, invece, a beneficiare delle agevolazioni, il cittadino italiano residente all'estero che percepisca unicamente una pensione italiana;
c) per ciò che attiene alle modalità di attestazione del requisito del pensionamento, informazione non facilmente conoscibile dai Comuni italiani, ma la cui dimostrazione documentale incontra talune difficoltà anche per i cittadini italiani residenti all'estero, è opportuno che gli uffici comunali competenti consentano la possibilità di presentare una dichiarazione sostitutiva di certificazione, ai sensi del Dpr n. 445 del 2000.


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