Home  › Fisco e contabilità

La rottamazione dei ruoli Equitalia

di di Cristina Carpenedo (*) - Rubrica a cura di Anutel

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Pochi giorni dopo la pubblicazione del decreto 15 giugno 2015, che attua la mini sanatoria prevista dai commi 527, 528 e 529, articolo 1, della legge 228/2012, tornano a galla vecchie questioni irrisolte.
Un primo aspetto riguarda l'ambito applicativo della sanatoria, che coinvolge i crediti di importo fino a duemila euro, iscritti in ruoli resi esecutivi fino al 31 dicembre 1999, e che regala ai Comuni l'azzeramento degli oneri amministrativi riferiti alle quote inesigibili della Tarsu maturate con il sistema ante riforma, quando era vigente il Dpr 43/1988.

I tre concessionari
Dal punto di vista soggettivo, i concessionari ministeriali non erano quelli di oggi. Il decreto legge 203/2005 ha prodotto ben tre attori: gli agenti della riscossione del gruppo Equitalia; Riscossione Sicilia spa; le società concessionarie nate dallo scorporo del ramo d'azienda. Questi hanno ereditato i carichi pregressi derivanti dai "residui di gestione", di cui si parlò già nel 2008, quando gli agenti della riscossione inviarono le richieste di riscontro contabile per dare corso alla restituzione della anticipazioni nette come previsto dal comma 13, articolo 3, del Dl 203/2005.
La questione attuale è se la sanatoria trovi applicazione anche ai residui di gestioni passati in capo alle società scorporate. Letteralmente la norma chiama in causa tutti i ruoli resi esecutivi fino al 31 dicembre 1999 senza escludere quelli degli ambiti territoriali scorporati nel 2006. A questa conclusione si potrebbe obiettare che il secondo periodo parla di agenti della riscossione, termine riferibile solo a Equitalia. Non si vedono ragioni, tuttavia, per cui ruoli formati quando i concessionari nazionali che operavano solo con il Dpr 43/1988 debbano essere trattati diversamente, regalando la definizione del pregresso unicamente a certi Comuni e ai loro debitori e non ad altri.
Ciò che non sembra applicabile ai concessionari scorporati è proprio il decreto del 15 giugno 2015, in quanto esplicitamente destinato agli agenti della riscossione. Sul punto si auspica un immediato chiarimento.

Le quote inesigibili
Un altro fronte potrebbe riguardare i contenziosi sull'effettiva presentazione delle quote inesigibili da parte di quei Comuni che sostengono di non averle mai viste al protocollo dell'ente, ma che con tutta probabilità troveranno all'interno dell'elenco che sarà loro sottoposto. La fonte dei crediti risultanti è il bilancio certificato dell'agente della riscossione al 31 dicembre 2014. Alcuni enti avevano già riconosciuto la restituzione delle anticipazioni, mentre per quelle rimaste da riconoscere certamente si estingue il debito.
Per i carichi sopra i 2mila euro, il decreto estende il discarico automatico, superando così le norme che non parlavano affatto di discarico. Ciò che resta agli enti è il conto da pagare per le procedure avviate, che dovranno essere rimborsate con meccanismo dilatorio fino a vent'anni. In ogni caso, non si affronta in alcun modo il tema della presentazione delle inesigibilità e del controllo, ma si parte dal presupposto che non è discutibile quanto comparirà negli elenchi.

(*) Componente Osservatorio tecnico Anutel


© RIPRODUZIONE RISERVATA