Home  › Fisco e contabilità

Nicotra: soddisfatti per il riparto del fondo perequativo, ora provvedere a ulteriori coperture necessarie

di Matteo Valerio (*)

«Siamo soddisfatti per il passaggio di ieri in Conferenza Stato-Città, che ha consentito di sbloccare il riparto di 530 milioni stanziati come Fondo perequativo per i mancati gettiti Imu-Tasi relativi all'anno 2015. Si tratta di un'iniezione di liquidità che i Comuni attendevano da tempo. Resta ora il profilo maggiormente critico, che riguarda l'impossibilità di utilizzare queste risorse ai fini del computo del Patto di stabilità interno: a questo punto confidiamo che si ponga rimedio alla questione in sede di conversione parlamentare del Dl Enti locali». Lo afferma il segretario generale dell'Anci, Veronica Nicotra, commentando gli esiti delle Conferenze Stato-Città e Unificata che si sono tenute ieri.
«L'intesa raggiunta sul riparto – fa notare Nicotra - non solo si basa su un criterio equo, ma tiene anche conto della necessità di dare copertura ai mancati gettiti dell'Imu sui terreni agricoli: il riparto dei 530 milioni consentirà dunque di coprire il 75,6% del rimborso dovuto ai Comuni per i mancati gettiti Imu-Tasi (475 milioni) ed il 75,6% dei 230 milioni previsti per il gettito Imu sui terreni agricoli montani (115 già riscossi e 55 ripartiti ieri)».

Le coperture necessarie
Al contempo, precisa il Segretario generale, «è stato lo stesso Governo a riconoscere che si tratta comunque di compensazioni parziali: ricordiamo infatti che il Fondo perequativo Imu-Tasi dello scorso anno ammontava a complessivi 625 milioni di euro, mentre riguardo l'Imu agricola, a fronte di incassi stimati per 230 milioni contro gli effettivi 115 realmente riscossi dai Comuni, mancano ancora all'appello circa 60 milioni, da aggiungere ai 55 già ripartiti ieri. Anche in questo caso confidiamo nel fatto che il Parlamento, in sede di conversione del Dl Enti locali, riconosca l'esigenza di garantire ai Comuni le coperture necessarie. Riconosciamo lo sforzo del Governo in un contesto finanziario molto difficile – ribadisce Nicotra - ma non possiamo che continuare a far notare che i necessari sacrifici continuano a colpire in modo troppo significativo il comparto dei Comuni».

Le questioni aperte
Se infine ieri si è potuto dare il via libera anche alla necessaria proroga dei termini per i bilanci a favore delle Città metropolitane, «restano ancora questioni aperte e istanze dell'Anci che andranno affrontate in sede parlamentare: l'alleggerimento degli obiettivi di Patto, le risorse per coprire gli squilibri di parte corrente di alcune Città metropolitane, il riconoscimento delle forme di finanziamento autonome previste per legge al fine di far fronte alle funzioni proprie dei nuovi Enti, la necessità di accelerare sugli sgravi finanziari per il personale».

(*) Ufficio stampa Anci


© RIPRODUZIONE RISERVATA