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Polizia municipale, anticipazioni di liquidità e compensi: la rassegna delle massime della Corte dei conti

di Marco Rossi

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Pubblichiamo alcune pronunce delle sezioni regionali di controllo e il principio corredato da una sintesi delle deliberazioni della sezione autonomie.

OGGETTO: VINCOLI SPESE DI PERSONALE E PREVIDENZA COMPLEMENTARE POLIZIA MUNICIPALE
Sulla base della rimessione effettuata dalla Sezione regionale di controllo dell'Emilia Romagna, risolvendo il contrasto insorto tra diverse pronunce, la Sezione delle autonomie ha stabilito che «le somme accantonate a titolo di previdenza complementare per la polizia municipale debbono essere incluse nella spesa del personale oggetto di contenimento» ai sensi dell'articolo 1, comma 557 della legge 296/2006, mentre vanno escluse dal calcolo del trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti di cui all'articolo 9, commi 1 e 2 bis della legge 122/2010.
SEZIONE DELLE AUTONOMIE - DELIBERAZIONE 4 GIUGNO 2015 N. 22/2015

OGGETTO: PROCEDURE CONCORSUALI 2015 E UTILIZZO SPAZI ASSUNZIONALI
Le economie relative all'esercizio 2013 utilizzabili in base alla nuova formulazione dell'articolo 3 della legge 114/2014 (a seguito della modifica recata dal Dl 78/2015), poiché costituiscono una quota della complessiva capacità assunzionale dell'ente, possono essere destinate esclusivamente all'assunzione dei vincitori di concorso risultanti da graduatorie già vigenti o approvate al 1° gennaio 2015 ovvero per consentire la ricollocazione nei propri ruoli del personale soprannumerario. Sulla base del nuovo quadro normativo, infatti, il calcolo delle facoltà assunzionali a disposizione degli enti locali sottoposti al patto di stabilità interno deve essere effettuato in base alla nuova disciplina, ricomprendendo anche i residui ancora disponibili delle quote percentuali inutilizzate provenienti dagli esercizi precedenti, nel limite temporale dell'ultimo triennio. Ne deriva così che, per il 2015, sono soggetti allo specifico vincolo di destinazione di cui all'articolo 1, comma 242, della Legge 190/2014 non soltanto il 60% della spesa relativa al personale di ruolo cessato nel 2014 ma anche i tutti i "resti" provenienti dal triennio precedente, nessuno escluso, in quanto contribuiscono - in base alla nuova disciplina recata dal Dl 78/2015 - ad incrementare la capacità assunzionale dell'ente.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELLE MARCHE - PARERE 2 LUGLIO 2015 N. 163/2015

OGGETTO: LIMITI DI SPESA PER RELAZIONI PUBBLICHE, CONVEGNI, MOSTRE, PUBBLICITÀ E RAPPRESENTANZA
La pronuncia esamina, a seguito dell'istanza di un comune a forte vocazione turistica, la sottoposizione di diverse tipologie di spesa ai limiti di cui all'articolo 6, comma 8, della legge 122/2010 ai sensi del quale «a decorrere dall'anno 2011 le amministrazioni pubbliche (……) non possono effettuare spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza, per un ammontare superiore al 20 per cento della spesa sostenuta nell'anno 2009 per le medesime finalità». Partendo dalle spese connesse alla gestione del sito (web) istituzionale, la pronuncia evidenzia che la legislazione vigente pone a carico anche degli enti locali numerosi obblighi cogenti di pubblicazione nei propri siti istituzionali in relazione a vari aspetti della propria organizzazione e dell'attività svolta. La constatazione per cui la creazione e la conservazione di un sito internet istituzionale costituiscono ormai adempimenti richiesti dalla legge, unita alla percezione della notevole mole di dati e informazioni che anche gli enti locali sono normativamente tenuti a pubblicare mediante tale mezzo di comunicazione pubblica, inducono a ritenere che le spese per l'aggiornamento e lo sviluppo del sito non soggiacciano, almeno in via di principio, alla limitazione in quanto riferibili ad una forma di pubblicità obbligatoria. Rispetto alle spese per l'installazione di monitor per la trasmissione di messaggi informativi, assume rilevanza l'identificazione della finalità prevalente o, meglio, della ragione determinante dell'intervento, posto che se ciò fosse riscontrato nell'esigenza di apprestare opportune azioni di prevenzione nell'ambito delle finalità di protezione civile o, comunque, nella scelta di diffondere con tale modalità la conoscenza dei servizi pubblici erogati dall'Ente, tali spese sarebbero senz'altro da ascrivere tra quelle sostenute per lo svolgimento dei servizi interessati. Con riferimento alle spese per predisposizione di materiale informativo per l'ufficio Iat (ovvero l'ufficio di informazione e accoglienza turistica che ha ottenuto l'autorizzazione regionale per l'utilizzo della denominazione Iat), è da ritenere che le somme indispensabili per soddisfare e mantenere i requisiti minimi richiesti dalla normativa regionale siano da valutare alla stregua di spese necessitate dalla legge, come tali suscettibili di essere escluse dal campo di applicazione del limite in oggetto. Rientrano in quest'ultimo, invece, le spese relative genericamente all'organizzazione di manifestazioni di tipo culturale o con fini di promozione turistica, essendo riconducibili, alternativamente e a seconda dei casi, alle nozioni di "convegni" o di "relazioni pubbliche".
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELLA LIGURIA - PARERE 10 GIUGNO 2015 N. 54/2015

OGGETTO: RIDUZIONE COMPENSI AMMINISTRATORI NELLE PARTECIPATE
La regola contenuta nell'articolo 4, comma 4, della legge135/2012 (la quale stabilisce «a decorrere dal 1º gennaio 2015, il costo annuale sostenuto per i compensi degli amministratori di tali società, ivi compresa la remunerazione di quelli investiti di particolari cariche, non può superare l'80 per cento del costo complessivamente sostenuto nell'anno 2013») impone di includere nella base di calcolo i soli membri del consiglio di amministrazione aventi diritto ad un compenso, rispetto ai quali possa configurarsi un «costo sostenuto». Non risulta quindi coerente con la norma un'interpretazione diretta a computare nella base di calcolo anche i compensi figurativi (cioè quelli astrattamente spettanti ai consiglieri in realtà non aventi diritto). La soluzione accolta, in presenza di consiglieri di amministrazione non aventi diritto al compenso, potrebbe offrire una base di calcolo, su cui operare la riduzione imposta dalla novella normativa, già particolarmente contenuta, ma tale impostazione non pare contrastare con l'intenzione del legislatore di perseguire la contrazione dei costi degli apparati di strutture latamente pubblicistiche, incentivando la nomina di amministratori non aventi diritto al compenso. Inoltre, considerata la precisazione contenuta nella disposizione, occorre comprendere qualunque ulteriore incarico assegnato agli amministratori societari per il quale venga corrisposto un autonomo compenso, purché trattasi di incarichi riferibili alla gestione societaria in senso lato.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DEL PIEMONTE - PARERE 7 LUGLIO 2015 N. 107/2015

OGGETTO: CONTRATTI DI SOMMINISTRAZIONE E VINCOLI DI RICOLLOCAZIONE DEL PERSONALE PROVINCIALE
Non sussiste interdipendenza tra le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 424, della legge 190/2014 e le disposizioni specificamente concernenti i limiti e le condizioni poste alla specifica facoltà assunzionale "a tempo determinato", per la quale, comunque, continuano pienamente ad operare tutte le rigorose disposizioni ed i limiti già dettati, anche recentemente, dal legislatore, le disposizioni del vigente contratto collettivo nazionale di lavoro applicabile alla fattispecie nonché il più generale divieto, connaturato alla particolare cogenza della disposizione in esame, di adozione di atti che possano configurarsi come elusivi del dettato normativo, e che, in quanto tali, potrebbero comportare – ex articolo 1, comma 424 della stessa legge 190/2014 - la nullità di assunzioni eventualmente disposte in base a tali atti. Del resto, anche la Sezione delle Autonomie, adita in sede di risoluzione di questione di massima concernente l'interpretazione dell'articolo 1, comma 424, della legge 190/2014, non ha mancato di rimarcare come, allo stato, in sede nomofilattica, non vi sia luogo a deliberare in ordine – tra l'altro – all'incidenza di detta norma sulle assunzioni a tempo determinato, rimanendo differenziati i profili interpretativi concernenti interessati. Infatti, «il comma 424 contiene solo un espresso regime derogatorio a specifiche norme che regolano la fattispecie dei limiti e dei vincoli alle assunzioni a tempo indeterminato», sicché le ulteriori fattispecie «estranee alle disposizioni contenute nell'articolo1, comma 424 della legge 190/2014, restano confermate nella loro peculiare disciplina normativa anche per quello che attiene ai relativi vincoli previsti dalle leggi».
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELLA CAMPANIA - PARERE 1° LUGLIO 2015 N. 179/2015

OGGETTO: CONTABILIZZAZIONE ANTICIPAZIONE DI LIQUIDITÀ SBLOCCA-DEBITI
La Sezione condivide le indicazioni del Mef che ha ritenuto necessario contabilizzare interamente la spesa relativa al rimborso dell'anticipazione ricevuta sin dal primo esercizio. La soluzione suggerita è quella di costituire un apposito fondo vincolato (ad esempio, Fondo Speciale destinato alla restituzione dell'anticipazione ottenuta), pari all'importo dell'anticipazione assegnata dal Mef maggiorata degli interessi previsti dal piano di restituzione, da ridursi progressivamente dell'importo pari alle somme annualmente rimborsate a norma delle disposizioni di legge e contrattuali, da finanziare con entrate correnti. L'operazione, oltre ad essere consentita dalla legge, come visto, solo in questi termini trova una giustificazione logica e tecnica, in quanto ai residui passivi – eliminati dal conto del bilancio a seguito dei pagamenti effettuati con le anticipazioni – dovrebbero corrispondere coperture nei residui attivi. L'iscrizione delle somme al fondo vincolato consente, come ulteriore vantaggio, di evidenziare i movimenti contabili sia nel conto del bilancio sia nel conto del patrimonio, nel quale il debito per anticipazione viene rilevato tra i debiti di finanziamento. In termini più operativi quindi, per l'entrata, l'anticipazione va contabilizzata al titolo V Siope 5311 "Mutui e prestiti da enti del settore pubblico" mentre, per la spesa, tra i rimborsi di prestiti Siope 3311 "Rimborso mutui e prestiti ad enti del settore pubblico" con una conseguente generazione di residuo passivo pluriennale al titolo III.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DEL MOLISE - PARERE 6 LUGLIO 2015 N. 115/2015

OGGETTO: ISTITUZIONI E VINCOLI IN MATERIA DI PERSONALE
L'istituzione operante nei settori sensibili - servizi socio-assistenziali, educativi, scolastici e per l'infanzia, culturali e alla persona (ex Ipab) e farmacie - che decide di assumere nuovo personale può applicare la disposizione contenuta nell'articolo 18, comma 2-bis, della legge 133/2008 (che esclude l'applicazione dei vincoli in materia di personale), in quanto pienamente rientrante nell'ambito di applicazione soggettivo della norma. La circostanza che l'istituzione non ha personalità giuridica determina quale unica conseguenza che l'instaurazione del rapporto di lavoro del personale avviene con l'ente locale di riferimento, ma la relativa spesa verrà rappresentata contabilmente nel bilancio dell'istituzione, avendo quest'ultima autonomia contabile e di bilancio. Viceversa, il Comune dovrà computare nella propria spesa di personale la quota relativa al personale alle sue dipendenze, ma occupato presso l'istituzione, ai fini del rispetto delle disposizioni contenute nell'articolo 1, commi 557, 557-bis, e 557-quater, legge 296/2006. Inoltre, l'eventuale spesa di personale finanziata con risorse del "Fondo per la non autosufficienza" non può essere esclusa dal computo della spesa di personale del Comune, trattandosi di risorse regionali e non di risorse dell'Unione Europea o di privati, uniche fattispecie che possono essere escluse dal computo.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELL'EMILIA-ROMAGNA - PARERE 27 MAGGIO 2015 N. 106/2015

OGGETTO: LIMITI SPESE DI PERSONALE E RISERVA LAVORATORI CON DISABILITÀ
Nell'ipotesi che un comune trasferisca personale (insieme ai servizi) ad un'unione neo-costituita si determina una penalizzazione sul fronte dei vincoli in materia di personale per effetto della diminuzione della quota detraibile in relazione al costo dei lavoratori con disabilità. In proposito, una soluzione può essere trovata nell'ambito dell'unione, in cui i comuni partecipanti possono decidere che sul comune penalizzato dalla situazione in analisi sia riportato un costo di personale minore. A tal fine è possibile utilizzare la previsione di cui all'articolo 1, comma 450, della legge 190/2014, secondo cui «nell'ambito dei processi associativi … le spese di personale e le facoltà assunzionali sono considerate in maniera cumulata fra gli enti coinvolti, garantendo forme di compensazione fra gli stessi, fermi restando i vincoli previsti dalle vigenti disposizioni e l'invarianza della spesa complessivamente considerata».
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELL'EMILIA-ROMAGNA - PARERE 27 MAGGIO 2015 N. 103/2015

OGGETTO: OPUSCOLI INFORMATIVI E LIMITI SPESE DI PUBBLICITÀ
Le spese sostenute per stampare opuscoli informativi, destinati a fornire ai turisti informazioni utili in merito alle attrattive esistenti, nonché sulla ricettività turistica, sembrano rientrare tra le spese di pubblicità, piuttosto che tra le spese di rappresentanza, essendo in ogni caso soggette ai limiti di spesa previsti dalla legge 122/2010. Discorso diverso potrebbe invece farsi qualora il Comune decidesse di stampare opuscoli finalizzati non tanto ad incrementare il turismo, quanto a valorizzare beni culturali, cioè, ai sensi dell'articolo 6 del Dlgs 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) «aventi lo scopo di promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso». In tal caso, infatti, le relative spese sarebbero sottratte al regime vincolistico introdotto con la legge 122/2010.
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELL'EMILIA-ROMAGNA - PARERE 14 MAGGIO 2015 N. 81/2015


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