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Fuori dai limiti le spese per sito e materiale turistico informativo

di Marco Rossi

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La concreta applicazione dei limiti di spesa introdotti dalla legge 122/2010, a distanza di diversi anni, crea ancora non poche difficoltà operative agli enti locali, sistematicamente costretti a confrontarsi con l'incertezza di ricondurre alle diverse ipotesi le fattispecie che quotidianamente la gestione propone.
A questo proposito è interessante il parere n. 54/2015 della Sezione regionale di controllo della Liguria, che esamina, a seguito dell'istanza di un Comune a forte vocazione turistica, la sottoposizione di diverse tipologie di spesa ai limiti di cui all'articolo 6, comma 8, della legge 122/2010 relativi a «relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza» e fissati «al 20 per cento della spesa sostenuta nell'anno 2009 per le medesime finalità».

Deroghe
Preliminarmente, in modo opportuno, la pronuncia evidenzia che tale impianto normativo, invero tendenzialmente rigido, ha già visto l'introduzione, in via interpretativa, di alcuni elementi di flessibilità.
Da una parte, in funzione dell'elaborazione della Corte costituzionale (sentenza n. 139/2012) che ha sancito che, a parità di risparmio complessivo conseguito, ciascun ente può discrezionalmente rimodulare tra i diversi ambiti e obiettivi di spesa.
Dall'altra parte, in funzione dell'elaborazione della Corte dei conti, che ha ritenuto di escludere dai vincoli le spese coperte mediante finanziamenti e contributi specificamente trasferiti o, comunque, risorse provenienti (anche per sponsorizzazioni) da altri soggetti, pubblici o privati.

Tipologie
Parallelamente, sono forniti alcuni chiarimenti in ordine alle diverse tipologie di voci caratterizzanti l'aggregato delle spese sottoposte a vincolo, offrendo un utile quadro sistematico. Così il riferimento ai «convegni» è da intendersi relativo a incontri più o meno pubblici organizzati da un ente in luogo e tempo definiti per discutere su un argomento di comune interesse, mentre le «mostre» riguardano esposizioni pubbliche organizzate o partecipate da un ente aventi svariati possibili oggetti (ad esempio, opere d'arte, prodotti locali, eccetera) e finalità.
Le spese per «relazioni pubbliche» comprendono quelle sostenute per tutte le attività di comunicazione svolte da un ente con l'obiettivo di sviluppare i rapporti con una propria utenza di riferimento, più o meno estesa a seconda dei casi, al fine di determinare una migliore conoscenza delle rispettive azioni ed esigenze.
La «pubblicità» identifica, invece, qualunque attività che, su iniziativa di un operatore identificato, sia volta alla diffusione di messaggi aventi scopo di promuovere beni, servizi, idee, oppure anche solo l'immagine di un soggetto, presso un pubblico più o meno determinato.

Sito istituzionale
Affrontando le concrete fattispecie sottoposte della richiesta di parere, in primis la pronuncia ritiene che non rientrino nei limiti indicati le spese per l'aggiornamento e lo sviluppo del sito istituzionale.
La legislazione vigente (in particolare il Dlgs 33/2013) pone, infatti, a carico anche degli enti locali numerosi obblighi cogenti di pubblicazione nei propri siti istituzionali in relazione a una molteplicità di aspetti della propria organizzazione e dell'attività svolta.
Ne consegue che la creazione e la conservazione di un sito internet istituzionale costituiscono ormai adempimenti ineludibili previsti dalla legge, con l'effetto che, tenuto conto dei principi sanciti dalla deliberazione n. 50/2011 delle Sezioni Riunite (che aveva escluso le spese per la pubblicità obbligatoria), le relative spese non possono essere ricomprese nel campo di applicazione dei limiti di cui alla legge 122/2010.
In proposito, tra l'altro, è rilevante sottolineare anche un'importante precisazione fornita: tale conclusione, infatti, vale anche per gli oneri sostenuti in relazione al sito per assicurare un assetto informativo utile ad accrescere la conoscenza da parte della collettività dei servizi pubblici, con estensione pure alle altre attività di comunicazione attivate dal comune (quali email e social network).

Monitor informativi
Per quanto concerne, invece, le spese per l'installazione di monitor per la trasmissione di messaggi informativi, ai fini dell'assoggettamento a limiti, assume rilevanza l'identificazione dello scopo prevalentemente perseguito.
Se quest'ultima consistesse nell'apprestare opportune azioni di prevenzione nell'ambito delle finalità di protezione civile o, comunque, nella scelta di diffondere con tale modalità la conoscenza dei servizi pubblici erogati, infatti, gli oneri sarebbero senz'altro da computare degli stessi servizi interessati.

Materiale informativo Iat
Piuttosto interessante, poi, è la conclusione raggiunta in relazione all'ulteriore fattispecie analizzata, riguardante le spese per la predisposizione di materiale informativo per l'ufficio Iat, ovvero l'ufficio di informazione e accoglienza turistica (avente i requisiti specifici previsti dalla legislazione regionale).
In proposito, infatti, si afferma che le somme indispensabili per soddisfare e mantenere i requisiti minimi richiesti dalla normativa regionale sono da valutare alla stregua di spese necessitate dalla legge, in quanto tali suscettibili di essere escluse dai limiti di cui alla legge 122/2010.
Non possono non soggiacere ai vincoli di finanza pubblica, infine, le spese relative genericamente all'organizzazione di manifestazioni di tipo culturale o con fini di promozione turistica, che devono essere ricondotte, a seconda dei casi, alla fattispecie dei «convegni» ovvero delle «relazioni pubbliche».
Da un lato, infatti, non risulta sufficiente (per sancirne l'esclusione) che trattasi di azioni destinate al perseguimento di una finalità istituzionale dell'ente, come quella legata allo sviluppo socio-economico del territorio, e, dall'altro lato, risulta invece necessario che le relative attività siano strettamente inerenti, connaturate o coessenziali all'esercizio di una determinata funzione amministrativa o all'erogazione di un certo servizio.


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