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Oneri di urbanizzazione, quando il Comune può applicare le maggiorazioni

di Massimiliano Atelli

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Con la sentenza n. 1536 del 3 luglio 2015, la Sez. II del Tar Lombardia-Milano ha chiarito che se devono ritenersi ragionevoli le specifiche maggiorazioni previste dal Comune con riferimento al contributo di costruzione dovuto per la destinazione logistica (in ragione della sua ravvisata assimilabilità a quella commerciale/direzionale, con ciò che ne consegue in termini di maggior carico urbanistico ad essa correlato: Tar Lombardia, Brescia, Sez. I, 17 giugno 2015, n. 855), risulta invece irragionevole l’aver previsto anche un incremento della misura degli oneri per lo smaltimento dei rifiuti. Costituisce, infatti, un dato di comune esperienza la circostanza che le attività di stoccaggio, magazzinaggio e movimentazione delle merci non sono di per sé idonee a determinare una produzione di rifiuti superiore rispetto a quella delle attività industriali.

Il principio di diritto
In altri termini, una volta che il Comune – nella sua autonomia – ha ritenuto di individuare la logistica come sub-funzione della destinazione produttiva, gli è certo consentito incrementare la misura degli oneri di urbanizzazione, correlati al maggior carico urbanistico, rilevato ed evidenziato dalle delibere comunali, ma non può obliterare le caratteristiche di tale destinazione, che non giustificano una maggiorazione anche degli oneri per lo smaltimento dei rifiuti.

Il caso
Nella specie, la parte ricorrente chiedeva di accertare il carattere non dovuto delle somme richieste dal Comune a titolo di oneri di urbanizzazione secondaria e di oneri per lo smaltimento dei rifiuti in relazione al ritenuto cambio della destinazione d’uso – da artigianale/industriale a logistica – dell’immobile realizzato dalle ricorrenti, sulla base della vigente lottizzazione convenzionata, in zona produttiva di espansione del predetto Comune.

Argomenti, spunti e considerazioni
La decisione del Tar Lombardia persuade.
Appare, infatti, frutto di un’impropria equazione il sillogismo applicato nella specie dal Comune. Ha un senso che il Comune applichi maggiorazioni al contributo di costruzione dovuto per la destinazione logistica, per le ragioni già esposte, mentre invece – in assenza di riscontri concreti e circostanziati, di segno differente – rischia di atteggiarsi ad assunto apodittico l’idea di incrementare di riflesso anche la misura degli oneri per lo smaltimento dei rifiuti. E’ arduo negare che costituisce dato di comune esperienza la circostanza che le attività di stoccaggio, magazzinaggio e movimentazione delle merci non sono di per sé idonee a determinare una produzione di rifiuti superiore rispetto a quella delle attività industriali.


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