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Armonizzazione, niente sconti sul fondo crediti per i Comuni siciliani che rinviano al 2016

di Nicola Tonveronachi

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Come già evidenziato sul Quotidiano degli enti locali e della Pa del 16 giugno la Regione Sicilia, dopo aver confermato con la legge regionale 3/15 l'entrata a regime per gli enti locali dell'armonizzazione nel 2015, con l'articolo 6, comma 10, della legge regionale 9/15 ha introdotto per gli stessi enti la facoltà di rinviare l'adozione del nuovo sistema contabile al 2016, incluso il riaccertamento straordinario dei residui. La disposizione ha generato scompiglio tra gli enti siciliani, inducendo alcuni a revocare la delibera di giunta con la quale, contestualmente all'approvazione al rendiconto, avevano già approvato il riaccertamento straordinario. Alla stessa maniera altri enti che, sebbene in ritardo, erano pronti per procedere con il riaccertamento, hanno sospeso i lavori, in attesa di avere maggiore chiarezza sugli indirizzi del legislatore regionale.

Le indicazioni della commissione
Sul portale Arconet, è stata pubblicata la faq n. 6, in cui la commissione per l'armonizzazione si è pronunciata circa la possibilità per gli enti siciliani di confermare l'adozione del nuovo sistema contabile e sull'applicabilità della disciplina introdotta dal decreto dell'Economia del 2 aprile 2015 a far data dall'esercizio corrente. Sul punto, l'assessorato all'Economia della Regione ha trasmesso a tutti gli enti locali la circolare 18/2015, confermando la facoltà per gli enti siciliani di rinviare l'adeguamento alla nuova disciplina contabile armonizzata, senza però fornire alcuna indicazione circa le modalità e i tempi attraverso i quali gli enti dovranno procedere (sua competenza specifica in base all'articolo 79 del Dlgs 118/2011) mantenendo quella condizione diffusa di incertezza sulla condotta da seguire per la gestione del bilancio 2015. La conferma da parte della commissione dell'ordinaria applicabilità nel 2015 della disciplina ex Dlgs 118/11, incluse le agevolazioni, a tutti gli enti siciliani implicitamente riconosce la non automatica applicabilità della stessa disciplina, nel corso del 2016, per quegli enti che oggi eserciteranno il diritto di deroga.

Rischio cancellazione per la proroga
Se da un lato Arconet si è pronunciata, dall'altro permane l'assoluto silenzio delle istituzioni siciliane circa modalità, criteri e termini attraverso i quali gli enti che rinvieranno al 2016 l'avvio dell'armonizzazione potranno gestire il bilancio 2015. Sarebbe quindi ampiamente auspicabile un intervento delle autorità siciliane finalizzato a fornire le necessarie indicazioni. Per di più, nei giorni scorsi è stata diffusa la notizia circa l'avvenuta segnalazione ufficiale da parte del Mef alla Regione Siciliana di alcuni rilievi in merito alla legittimità della legge 9/2015, con particolare riguardo proprio all'articolo 6, comma 10, sul quale il Mef esprime addirittura un parere negativo, rimarcando, non solo le problematiche di legittimità costituzionale, ma soprattutto quelle attuative, derivanti da un intervento normativo effettuato ad esercizio finanziario già avviato che ha generato quindi negli enti locali totale incertezza sul quadro normativo di riferimento e quindi anche sui rapporti con i tesorieri e con gli organi di controllo (soprattutto revisori). In ultimo, non sarebbe nemmeno da considerare improbabile la «mossa del gambero» da parte dell'Ars, che potrebbe decidere anche di eliminare completamente dalla legge 9/2015 la proroga al 2016, costringendo così i Comuni ad approvare di corsa il riaccertamento straordinario dei residui nelle calde settimane di luglio-agosto. Ed è anche per questa ipotesi non così improbabile che i ragionieri generali dei comuni siciliani sarebbe opportuno che finiscano comunque il lavoro del riaccertamento straordinario dei residui, al di là poi della sua adozione ufficiale.


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