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Robin Hood tax: per la Consulta le entrate riscosse in Sicilia restano alla Regione

di Paola Rossi

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La Corte costituzionale con la sentenza n. 131/15 ha dichiarato la parziale illegittimità dell'articolo 61 del Decreto legge "del fare" n. 69/2013 dove, nel preveder maggiori entrate dalla non rimborsabilità Iva prevista all'articolo 55, non escludeva le risorse erariali originate in Sicilia.
L'articolo 55 del Dl stabiliva, infatti, la non rimborsabilità dell'Iva assolta sulle cessioni di beni e sulle prestazioni di servizi effettuate da terzi nei confronti delle agenzie di viaggio stabilite fuori dell'Ue a diretto vantaggio dei viaggiatori. Oltre al mancato rimborso Iva l'aumento di gettito cui mirava il Dl 69 riprendeva il prelievo cosiddetto Robin Hood Tax già previsto nel 2008 dal Governo Berlusconi per l'aggravio dell'imposta addizionale sui redditi di particolari imprese in mercati a ridotta concorrenza.

Il ricorso della Regione
La Regione Siciliana ha impugnato davanti alla Corte costituzionale la norma statale per violazione degli articoli 36 e 37 del proprio Statuto Speciale. E, per quanto attiene ai tributi riscossi entro i confini della Regione siciliana la Consulta ha accolto il ricorso e riformato parzialemnte la norma impugnata.
La Consulta ha così puntualizzato quando è legittimo l'agire statale che per legge attribuisce al gettito statale la riscossione di tributi. I giudici sottolineano che è possibile per legge statale attribuire allo Stato il gettito derivante da uno o più tributi, vanno però tenute in considerazione tre condizioni che vannno tassativamente rispettate:
- la natura tributaria dell'entrata erariale,
- il carattere di novità,
- la sua destinazione per specifiche finalità contingenti precisate nelle norme di copertura.

Il difetto rilevato dalla Consulta
Le maggiori entrate derivanti dal mancato rimborso Iva previsto dall'articolo 55 del Dl 69/2013 mancano del requisito della novità. Infatti, secondo la Consulta, l'articolo 55 non ha introdotto alcuna «nuova» entrata. La Corte costituzionale ha individuato l'assenza di differenze tra la disposizione sotto accusa e da quella che già trovava la propria base normativa nell'articolo 74-ter, comma 3, del Dpr 633/1972, che prevede il regime speciale Iva delle Agenzie di viaggio e turismo. Da qui l'illegittimità costituzionale limitatamente alla previsione dell'aumento di gettito derivante dall'articolo 55 nella parte in cui ricomprende anche i tributi riscossi nel territorio della Regione siciliana.


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