Home  › Fisco e contabilità

No all'affidamento diretto di servizi pubblici locali alle cooperative sociali

di Massimiliano Atelli

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Con la sentenza n. 637 del 6 luglio 2015, la Sez. II del Tar Emilia-Romagna ha chiarito che le prestazioni di spazzamento manuale rientrano a pieno titolo nel novero dei servizi pubblici locali trattandosi di prestazioni svolte direttamente a favore della cittadinanza poiché dirette a soddisfare i bisogni dell’intera collettività (Consiglio di Stato, Sez V, 14 febbraio 2013, n. 911; Tar Brescia, sez. I, 30 marzo 2009, n. 719).

Il principio di diritto
Ciò premesso, vero è che l’articolo 5 della Legge n. 381 del 1991 prevede che "gli enti pubblici, compresi quelli economici, e le società di capitali a partecipazione pubblica, anche in deroga alla disciplina in materia di contratti della pubblica amministrazione", possono stipulare convenzioni con le cooperative che svolgono attività agricole, industriali, commerciali o di servizi "per la fornitura di beni e servizi diversi da quelli sociosanitari ed educativi il cui importo stimato al netto dell'Iva sia inferiore agli importi stabiliti dalle direttive comunitarie in materia di appalti pubblici, purché tali convenzioni siano finalizzate a creare opportunità di lavoro per le persone svantaggiate".
Tuttavia la norma consente all'amministrazione l'affidamento diretto del servizio alla cooperativa sociale, quando ricorrono le condizioni specificamente indicate, ossia qualora si tratti di appalti di fornitura di beni e servizi.
Tale tipologia di appalti presuppone, in coerenza con la causa del contratto, che la relativa prestazione sia rivolta all'amministrazione per soddisfare una sua specifica esigenza al fine di ottenere, quale corrispettivo, il pagamento di una determinata somma e non fa riferimento all’affidamento di servizi pubblici locali quale quello in esame.
E’ bene aggiungere che la norma in esame, derogando ai principi generali di tutela della concorrenza che presiedono alla svolgimento delle procedure di gara, ha valenza eccezionale ed in quanto tale deve essere interpretata in maniera restrittiva. Ne consegue che non è possibile fare rientrare nel suo campo di applicazione contratti diversi da quelli specificamente indicati (cfr. Cons. Stato, V, 11 maggio 2010, n. 2829; Cons. Stato, sez. VI, 29 aprile 2013, n. 2342) e, conseguentemente, tale norma non può trovare applicazione per il servizio pubblico di raccolta di rifiuti in parola.

Il caso
Nella specie, un’impresa attiva nel settore rifiuti contestava l'affidamento diretto ex articolo 5 della Legge n. 381/91 ad una Cooperativa Sociale del servizio di spazzamento manuale in un Comune.

Argomenti, spunti e considerazioni
La decisione del Tar Emilia-Romagna persuade.
E’ infatti corretto l’inquadramento delle prestazioni di spazzamento manuale fra i servizi pubblici locali trattandosi di prestazioni svolte direttamente a favore della cittadinanza poiché dirette a soddisfare i bisogni dell’intera collettività (Consiglio di Stato, sez V, 14 febbraio 2013, n. 911; Tar Brescia, sez. I, 30 marzo 2009, n. 719), e per conseguenza ne discende l’impercorribilità dell’applicazione dell’articolo 5 della Legge n. 381 del 1991, che consente l’affidamento diretto alle cooperative che svolgono attività agricole, industriali, commerciali o di servizi ma solo qualora si tratti di appalti di fornitura di beni e servizi, nei quali la prestazione è cioè rivolta all'amministrazione per soddisfare una sua specifica esigenza.


© RIPRODUZIONE RISERVATA