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Bilancio in chiaroscuro per i primi 25 anni della trasparenza

di Michele Nico

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

A distanza di 25 anni dalla sua adozione, la legge 7 agosto 1990 n. 241, reca ancora oggi i cardini del sistema costituzionale e delle garanzie del cittadino nei riguardi dell'azione amministrativa, conservando intatta la sua straordinaria attualità.

I regolamenti sulla trasparenza delle risorse
Tra le pieghe di tale fonte normativa, l'articolo 12 detta i principi in materia di impiego delle risorse pubbliche per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e vantaggi economici in genere, la cui disciplina, per quanto riguarda criteri e modalità, è demandata ad appositi regolamenti da emanarsi a cura delle pubbliche amministrazioni.

Le sponsorizzazioni
Va detto che nel corso degli anni si sono consolidati alcuni importanti principi da seguire per la redazione di tali atti normativi, che però non di rado sono trascurati o disattesi dagli enti, a pregiudizio della trasparenza con cui deve essere gestito il denaro pubblico. È noto, per esempio, che le amministrazioni locali hanno spesso fatto ricorso alle sponsorizzazioni per le più disparate finalità, anche se l'assenza di una compiuta disciplina legislativa ha indotto a una applicazione dell'istituto con modalità atipiche e disomogenee, dando luogo a prassi non sempre ritenute corrette e legittime dalla giurisprudenza amministrativa.
Certo è che l'articolo 6, comma 9, del Dl 78/2010, convertito legge 30 luglio 2010 n. 122, per porre un freno a tali forme di sostegno economico non sempre coerenti con le finalità pubbliche, ha posto un fermo divieto per gli enti di effettuare spese per sponsorizzazioni.

La discrezionalità legittima
Un ulteriore caposaldo individuato a presidio dell'erogazione di benefici o contributi pubblici, di cui non sempre i regolamenti ex articolo 12 della legge 241/1990 tengono conto, è l'esigenza di arginare l'eccessiva discrezionalità dell'azione amministrativa mediante un obbligo di comparazione delle domande di contributo relative a un prestabilito ambito o settore sociale. È pure indispensabile che l'ente, in sede regolamentare, fissi idonei requisiti soggettivi in capo ai richiedenti gli ausili finanziari, avendo cura di istituire un sistema di controllo che garantisca l'impiego di risorse pubbliche soltanto a fronte del raggiungimento delle prestabilite e convenute utilità di carattere generale.

Coordinamento tra regolamenti
Con riguardo ai benefici economici concessi ai terzi, la magistratura contabile ha poi evidenziato la necessità di coordinare il regolamento per la concessione dei contributi con gli altri regolamenti dell'ente locale in materia di occupazione di suolo pubblico o di natura tributaria, con l'obiettivo di "evitare che la concessione del c.d. "patrocinio" determini, in forza di ulteriori previsioni regolamentari, l'esenzione da talune tariffe e/o tributi comunali (quale, ad esempio, la Tosap)" (Corte dei Conti, sezione controllo per la Val d'Aosta, delibera n. 18/2013/PAR). Si tratta, in definitiva, di avvertenze fondamentali per l'azione amministrativa degli enti locali in un ambito operativo quanto mai delicato, specie alla luce delle cronache odierne costellate da episodi di illegalità e malcostume nel governo della cosa pubblica.


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