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Riscossione, crediti comunali cancellati con obbligo di rimborso delle spese

di Ennio Dina e Pasquale Mirto

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

A quasi due anni e mezzo dall'entrata in vigore delle norme della finanziaria del 2013 con cui veniva decisa la "rottamazione" di tutte le quote iscritte a ruolo prima del 31 dicembre 1999 di importo inferiore complessivamente a 2.000 euro e il discarico agevolato (cioè senza alcun controllo da parte dell'ente impositore) delle quote di importo superiore iscritte a ruolo sempre entro la stessa data, viene pubblicato il decreto ministeriale con cui vengono previste le modalità di comunicazione agli enti impositori delle quote che vengono cancellate definitivamente e di quelle discaricate e per il rimborso delle spese sostenute dai concessionari per le procedure esecutive poste in essere riguardo le quote in questione.

Crediti cancellati e spese procedurali
Viene così da un lato confermato che a fronte di una cancellazione di un credito e senza la possibilità di alcun controllo sull'attività del concessionario l'ente impositore debba comunque pagare le spese riguardanti procedure, che, oltre a essere infruttuose, non vengono neppure rendicontate.
Infatti, il Dm 15 giugno 2015 prevede che le istanze di rimborso delle spese siano presentate sulla base delle risultanze al 31 dicembre 2014 dei propri bilanci certificati e non sulla base di una descrizione puntuale delle procedure esecutive svolte.

Il perimetro normativo per gli enti locali
Per quel che riguarda gli enti locali il problema di poter controllare le istanze di rimborso appare particolarmente complessa in quanto la cancellazione delle quote iscritte in ruoli resi esecutivi prima del 31 dicembre 1999 inferiori ai 2.000 euro complessivi e il discarico di quelle di importo superiore si innesta sugli effetti degli eventuali provvedimenti adottati in conseguenza della riforma della riscossione mediante ruolo prevista dal Dlgs 112/1999 e da quanto previsto dal comma 13 dell'articolo 3 del Dl 203/2005. L'articolo 61 del Dlgs 112/1999 prevedeva che gli enti locali, con apposita convenzione con il concessionario, potessero prevedere una definizione automatica delle domande di rimborso e di discarico presentate entro il 31 dicembre 1997, non ancora definite. Successivamente, la possibilità è stata estesa, dall'articolo 79 della legge 342/2000, anche alle domande di rimborso e di discarico presentate fino al 30 giugno 1999.
Pertanto il rimborso delle spese per procedure esecutive relative alle quote che sono state eventualmente oggetto della definizione automatica non può più essere richiesto.
Il comma 13 dell'articolo 3 del Dl 203/2005 (decreto con cui venne costituita Riscossione Spa, poi Equitalia Spa con l'incorporazione di tutti i concessionari della riscossione), prevede:
- al punto c), che gli importi riscossi in relazione alle quote non erariali comprese nelle domande di rimborso e nelle comunicazioni di inesigibilità presentate prima della data di entrata in vigore del presente decreto sono utilizzati ai fini della restituzione delle relative anticipazioni nette, che avviene con una riduzione del 10 per cento e che, comunque, è effettuata, a decorrere dal 2008, in venti rate annuali, a un tasso d'interesse pari all'euribor diminuito di 0,50 punti; la tipologia e la data dell'euribor da assumere come riferimento sono stabilite con decreto del ministro dell'Economia e delle Finanze;
- al punto d), che la restituzione delle anticipazioni nette relative alle quote non erariali gravate dall'obbligo del non riscosso come riscosso, diverse da quelle di cui alla lettera c), avviene, per l'intero ammontare di tali anticipazioni, con le modalità e alle condizioni previste dalla stessa lettera c), a decorrere dall'anno successivo a quello di riconoscimento dell'inesigibilità.
In conseguenza di quanto previsto dalle norme riportate le spese relative alle procedure esecutive riguardanti tutte le quote, con o senza obbligo, per le quali è stata presenta la domanda di rimborso o la comunicazione di discarico entro la data di entrata in vigore del decreto legge (4 ottobre 2005) sono già state rimborsate o dall'ente creditore o dallo Stato sulla base delle norme stesse.
Sulla base delle norme allora vigenti le domande di rimborso e le comunicazioni di discarico, con cui veniva richiesto anche il rimborso delle spese per le procedure esecutive riguardanti ruoli resi esecutivi al 31 dicembre 1999 avrebbero dovuto essere già state presentate entro tre anni e quindi prima del 31 dicembre 2003.
Pertanto le spese che potranno venire richieste ai Comuni riguardano esclusivamente quote per le quali alla data del 4 ottobre 2005 non era ancora stata presentata la domanda di rimborso o la comunicazione di discarico in quanto vi erano procedure in corso.


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