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Tasi: corsa contro il tempo per l'approvazione delle delibere

di Claudio Carbone

I Comuni sono chiamati allo straordinario per rispettare la scadenza del 10 settembre. Così aliquote e adempimenti a carico delle amministrazione

Entro il prossimo 10 settembre, i Comuni dovranno inviare al Mef, ai fini della pubblicazione sul sito ministeriale, nel Portale del federalismo fiscale, entro il 18 settembre 2014, le delibere di approvazione delle aliquote Tasi. A questo proposito il dipartimento delle Finanze ha pubblicato la circolare del 2 settembre 2014 in cui vengono precisati alcuni adempimenti.
La scadenza ravvicinata pone una serie di questioni, in considerazione che sono ancora molti i Comuni che non hanno proceduto alla determinazione dell'entità e delle modalità del prelievo. Si deve, infatti, considerare che la Tasi si versa in autoliquidazione, con la conseguenza che i contribuenti, i professionisti e i Caf, dovranno consultare il sito del Mef per verificare le eventuali decisioni assunte dagli Enti locali per poter determinare, senza errori, l'importo da versare. Si ricorda, altresì, che per l'anno 2014 è stato disciplinato un regime derogatorio alle disposizioni del settimo periodo del comma 688, dell'articolo 1, della legge di stabilità n. 147 del 2013:
a) per i Comuni che hanno inviato la delibera Tasi entro il 23 maggio 2014, è stato confermato l'obbligo di pagamento entro il 16 giugno 2014, senza alcuna distinzione tra abitazione principale e altri immobili;
b) per i Comuni che non hanno assunto le delibere Tasi entro il 23 maggio, il versamento della prima rata di acconto è posticipato al 16 ottobre 2014 sulla base di aliquote e detrazioni, nonché dei regolamenti pubblicati nel predetto sito alla data del 18 settembre 2014. A tal fine, i Comuni devono inviare telematicamente al Mef i dati entro il 10 settembre per essere inseriti nel portale;
c) nel caso di mancato invio entro il 10 settembre, la Tasi dovrà essere versata in un'unica soluzione entro il 16 dicembre 2014. Ad ogni modo, l'imposta dovrà essere determinata applicando l'aliquota di base pari all'1 per mille a tutti gli oggetti imponibili, e comunque nel rispetto del limite massimo di cui al primo periodo del comma 676, dell'articolo 1, della legge di stabilità per il 2014, in base al quale la somma delle aliquote Imu e Tasi gravanti sullo stesso immobile non può superare l'aliquota massima prevista per l'Imu al 31 dicembre 2013, fissata al 10,6 per mille e ad altre minori aliquote, in relazione alle diverse tipologie di immobile (primo limite). Le altre minori aliquote, in particolare, devono essere riferite al 6 per mille fissato per l'abitazione principale (che è stata esclusa dall'Imu solo a partire dal 2014, ad eccezione delle abitazioni principali classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9), nonché al 2 per mille per i fabbricati rurali ad uso strumentale. Per quest'ultima tipologia di immobili, tuttavia, per effetto del comma 678, dell'articolo 1, della legge 147/2013, l'aliquota non può comunque superare l'1 per mille, con la conseguenza che non potrà mai essere applicata la maggiorazione dello 0,8 per mille (come già chiarito dal Mef con le Faq Imu-Tasi). Per il 2014, infine, l'aliquota massima della Tasi non può eccedere il 2,5 per mille (secondo limite).
d) sempre nel caso del mancato invio entro il 10 settembre, ovvero di mancata determinazione della quota percentuale di riparto tra possessore e detentore di cui al comma 681, la Tasi è dovuta dall'occupante (detentore non possessore) nella misura del 10% dell'ammontare complessivo del tributo.
Si rammenta, infine, che con la circolare n. 2/DF del 29 luglio 2014, il dipartimento delle Finanze ha fornito chiarimenti in ordine alla corretta applicazione della maggiorazione dello 0,8 per mille in materia di determinazione delle aliquote Tasi da destinare obbligatoriamente al finanziamento, relativamente alle abitazioni principali e alle unità immobiliari a esse equiparate, di detrazioni d'imposta o altre misure, tali da generare effetti sul carico di imposta Tasi equivalenti o inferiori a quelli determinatisi con riferimento all'Imu relativamente alla stessa tipologia di immobili, anche tenendo conto di quanto previsto dall'articolo 13 del Dl 201/2011. Al riguardo, il Ministero nel ribadire quali sono i limiti in questione, stabiliti nel primo e nel secondo periodo del comma 677, dell'articolo 1, della legge di stabilità per il 2014, precisa che la maggiorazione Tasi valida per il 2014 non deve superare complessivamente la misura dello 0,8 per mille. Il Comune può utilizzare l'intera maggiorazione per aumentare uno dei due limiti di aliquote stabilite dalla legge o, invece, può distribuire lo 0,8 per mille tra di essi. Nel primo caso, occorre distinguere due ipotesi:
a)se il Comune utilizza tutta la maggiorazione per aumentare il primo limite e porta, quindi, la somma Imu+Tasi a 11,4 per mille per gli altri immobili e a 6,8 per mille l'abitazione principale, non potrà fissare un'aliquota Tasi superiore al 2,5 per mille;
b)se, invece, il Comune utilizza tutta la maggiorazione per aumentare il secondo limite, portando quindi l'aliquota Tasi al 3,3 per mille, la somma Imu+Tasi non potrà superare il 10,6 per mille per gli altri immobili e il 6 per mille l'abitazione principale.
Nel secondo caso, vale a dire quello in cui il Comune distribuisca la maggiorazione tra i due limiti, si può ipotizzare che lo stesso comune aumenti:
a)dello 0,4 per mille, il primo limite del 10,6 per mille, portando quindi la somma Imu+Tasi all'11 per mille per gli altri immobili e al 6,4 per mille per l'abitazione principale;
b)del restante 0,4 per mille il secondo limite del 2,5 per mille, arrivando, quindi, ad aumentare l'aliquota Tasi al massimo al 2,9 per mille.


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