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Sblocca debiti, in arrivo altri 3 miliardi per gli Enti locali

di Marco Rossi

Le fattispecie interessate dall'incremento delle disponibilità a valere sull'apposito fondo, che possono tradursi in anticipazioni a favore delle amministrazioni, sono rappresentate dai debiti certi, liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2013

Sono 3 i miliardi destinati dal recente Dm 15 luglio 2014 a rimpinguare, per il 2014, la dotazione della "Sezione per assicurare la liquidità per pagamenti certi, liquidi ed esigibili degli Enti locali" sulla base della previsione di cui all'articolo 32 della legge 89/2014.
Quest'ultimo provvedimento ha stabilito un incremento complessivo di 6 miliardi (2,2 miliardi vanno, infatti, alle Regioni e province autonomie mentre 800 milioni sono finalizzati agli enti del Servizio Sanitario Nazionale) al fine di fronteggiare i pagamenti dei debiti maturati al 31 dicembre 2014.
In questo modo, gli Enti locali possono ottenere, così come già avvenuto nel corso del 2013 (a seguito del provvedimento "sblocca debiti"), ulteriori risorse per fronteggiare le posizioni debitorie che si sono progressivamente accumulate nei confronti dei fornitori.
Il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione costituisce una fondamentale "leva" strategica a cui, dal 2013, si è fatto ricorso da parte del legislatore, allo scopo di tendere progressivamente all'estinzione dei debiti pregressi della pubblica amministrazione anche con l'obiettivo di offrire nuovi stimoli al sistema economico e produttivo. Ecco perché nella manovra vi sono pure molteplici altre misure destinate (anche attraverso specifici obblighi e talune sanzioni) a garantire la tempestiva esecuzione dei pagamenti a favore dei diversi creditori nonché il monitoraggio sistematico dei debiti in essere.
In questo caso, le fattispecie interessate dall'incremento delle disponibilità a valere sull'apposito fondo, che possono tradursi in anticipazioni a favore degli Enti locali, sono rappresentate dai debiti certi, liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2013, ovvero dai debiti per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il predetto termine, nonché dei debiti fuori bilancio che presentavano i requisiti per il riconoscimento alla data del 31 dicembre 2013, anche se riconosciuti in bilancio in data successiva (ivi inclusi quelli contenuti nel piano di riequilibrio finanziario pluriennale).
I criteri per l'accesso agli anticipi
Circa i criteri e le modalità per l'accesso, da parte degli enti locali, all'anticipazione a valere su tali risorse (così come per la restituzione della stessa), il decreto ministeriale fa rinvio all'apposito addendum integrato mediato un atto aggiuntivo da stipularsi tra il MEF e la Cassa Depositi e Prestiti e a uno schema di contratto tipo approvati con decreto del direttore generale del Tesoro d'intesa con l'Anci e l'Upi.
L'atto aggiuntivo dovrà stabilire altresì i termini entro cui, a pena di nullità, deve essere presentata la domanda di anticipazione da parte degli Enti locali, per cui è prevista la concessione entro 15 giorni dalla data ultima di presentazione delle domande su base proporzionale.
L'onerosità delle anticipazioni, secondo l'impostazione ormai divenuta consolidata, infine, è stabilita in misura corrispondente al rendimento di mercato dei buoni poliennali del tesoro a 5 anni in corso di emissione rilevato dal MEF alla data di pubblicazione del decreto attuativo.


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