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Certificazioni crediti: cambia la disciplina per deleghe e cessioni

di Marco Rossi

Con il Dm 19 ottobre 2012 il ministero dell'Economia introduce la possibilità di delegare una banca o un intermediario finanziario per lo svolgimento della procedura di certificazione del credito e perfeziona l'iter nel caso in cui tale certificazione sia finalizzata alla cessione proprio a un operatore finanziario

Il Ministero dell'Economia e delle finanze, con un decreto del 19 ottobre 2012 (Gazzetta Ufficiale del 6 novembre 2012 n. 259), ha recentemente provveduto a modificare parzialmente la disciplina concernente le modalità di certificazione, anche in forma telematica, dei crediti relativi a somme dovute per somministrazione, forniture e appalti da parte delle Regioni, degli Enti locali e degli enti del servizio sanitario nazionale recata dal precedente decreto del 25 giugno 2012.
Tra le principali novitá sono da segnalare la possibilitá di delegare una banca o un intermediario finanziario per lo svolgimento della procedura di certificazione del credito e la migliore disciplina dell'iter nel caso in cui la tale certificazione sia finalizzata alla cessione proprio a un operatore finanziario.
Come si ricorderà la possibilità è legislativamente stabilita dall'articolo 13 della legge 183/2011, il quale testualmente prevede che «su istanza del creditore di somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti, le regioni e gli enti locali certificano, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti in materia di patto di stabilità interno, entro il termine di sessanta giorni dalla data di ricezione dell'istanza, se il relativo credito sia certo, liquido ed esigibile, anche al fine di consentire al creditore la cessione pro soluto a favore di banche o intermediari finanziari».
L'obiettivo perseguito consiste, in particolare, nell'introdurre uno strumento a favore delle imprese destinato a limitare l'impatto prodotto dai ritardi con cui gli enti pubblici, anche locali, provvedono all'esecuzione dei pagamenti, in parte per problemi di liquidità (anche se si tratta di un fenomeno minoritario) in parte per i vincoli derivanti dal patto di stabilità interno (causa largamente prevalente).
DECRETO ORIGINARIO
Il decreto del 25 giugno 2012 aveva definito la disciplina attuativa di carattere generale, stabilendo le modalità con cui le imprese possono richiedere, anche in forma telematica mediante l'apposita piattaforma elettronica, la certificazione di somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti da parte delle Regioni, degli Enti locali e degli enti del servizio sanitario nazionale.
INADEMPIENTI
La prima modifica introdotta dall'articolo 1 del Dm 19 ottobre 2012, riguarda l'ipotesi che il fornitore risulti inadempiente (in caso di crediti di importo superiore a 10mila euro) a seguito della notifica di una o più cartelle di pagamento. Nel decreto iniziale si prevedeva, per questa ipotesi, il rilascio di una certificazione al lordo delle somme ancora dovute, il cui importo deve comunque essere evidenziato.
Con la modifica si precisa che l'eventuale cessione del credito potrà essere eseguita, sulla base di una soluzione del tutto logica e condivisibile, solo per l'importo corrispondente all'ammontare del credito indicato nella certificazione decurtato, però, delle somme relative all'accertata inadempienza. In questo modo si garantisce che il credito in essere sia prioritariamente destinato, dal fornitore, alla regolarizzazione della propria posizione, mediante il pagamento delle cartelle che hanno determinato proprio la situazione di inadempienza.
CESSIONE CREDITO
Una seconda modifica, introdotta dal comma 5 dell'articolo 1 del Dm 19 ottobre 2012, riguarda il caso, che si presenta del tutto frequente nella prassi, in cui il creditore intenda cedere il credito certificato a una banca o a un intermediario finanziario, al fine di stabilire le regole applicative da seguire (soltanto, però, qualora le certificazioni non siano state rilasciate mediante la piattaforma elettronica).
Si prevede così, che l'originale della certificazione sia trattenuto dall'operatore finanziario, il quale, dopo averne rilasciato una copia per ricevuta al titolare, è chiamato a procedere a una verifica nei tre giorni successivi, avanzando specifica richiesta (via Pec) all'amministrazione o ente debitore.
Nei successivi dieci giorni questi ultimi sono, però, tenuti a comunicare, con lo stesso mezzo, l'esito della verifica all'istituto cessionario, il quale deve informare il titolare del credito.
Qualora il credito sia utilizzato integralmente, poi, la banca o l'intermediario finanziario trattiene l'originale della certificazione e invia all'amministrazione o ente debitore, contestualmente alla comunicazione, dell'avvenuto subentro nel credito una copia conforme dello stesso.
Nell'ipotesi, invece, di utilizzo soltanto parziale, l'istituto cessionario annota l'ammontare oggetto di cessione sull'originale della certificazione, consegnando una copia conforme dello stesso al titolare del credito completa della predetta annotazione.
DELEGA A INTERMEDIARIO FINANZIARIO O BANCA
Ancora, proprio alla luce della rilevanza e della diffusione del fenomeno, viene introdotta la possibilità, a favore del creditore, di delegare una banca o un intermediario finanziario abilitato a gestire le attività connesse alla procedura di certificazione (ivi inclusa l'istanza per la nomina del commissario ad acta).
A tale scopo è introdotto un apposito modello (riportato nell'allegato 4 del decreto) che deve essere utilizzato per conferire il mandato in questione, che riporta in modo puntuale sia le informazioni relative ai tre soggetti coinvolti (ente pubblico, fornitore e istituto di credito) sia le informazioni relative al credito oggetto della procedura di certificazione.
CERTIFICATI DI PAGAMENTO ACCONTO
Inoltre, viene chiarito, nel decreto, l'utilizzo dei certificati di pagamento delle rate di acconto rilasciati in base all'articolo 141, comma 2, del Dpr 207/2010. Si prevede, infatti, che essi possono essere utilizzati esclusivamente per consentire la cessione pro-soluto e pro-solvendo dei crediti a favore di banche o intermediari finanziari nonché per l'ammissione alla garanzia del "fondo di garanzia per le piccole e medie imprese".
ALLEGATI
Infine, il decreto sostituisce anche gli allegati 1, 1-bis, 2 e 2-bis del provvedimento originario, sia al fine di tenere conto delle novità introdotte dal provvedimento (che consentono di chiedere la certificazione e la nomina del commissario ad acta a soggetti diversi dal creditore) sia al fine di superare alcune problematiche emerse in occasione della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del provvedimento originario.
Così l'allegato 1 riguarda l'istanza per il rilascio della certificazione dei crediti, l'allegato 1-bis l'istanza per la nomina di un commissario ad acta per l'acquisizione della certificazione, l'allegato 2 la certificazione dei crediti da parte dell'amministrazione e, infine, l'allegato 2-bis la certificazione dei crediti da parte del commissario ad acta.


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