Home  › Fisco e contabilita

Patto di stabilità, scatta la prova sanzioni con l'invio dei certificati

di Federico Fontana e Marco Rossi

I modelli per formalizzare il conseguimento del saldo programmatico devono essere trasmessi entro il 31 marzo con le nuove modalità previste dal Dlgs 149/2011 di attuazione del federalismo fiscale

Al via la certificazione finale per il patto di stabilità da trasmettere entro il prossimo 31 marzo. E' stato emanato dal ministero dell'Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato il decreto del 9 marzo 2012 n. 21094 relativo alla certificazione degli esiti per l'annualità 2011: un adempimento ormai consueto che mira a formalizzare il conseguimento, o mancato conseguimento, del saldo programmatico in termini di competenza mista anche ai fini dell'applicazione delle sanzioni previste su cui la recente circolare del 14 febbraio 2012 n° 5 offre alcuni importanti chiarimenti.
Le novità
A quest'ultimo proposito va però evidenziata una significativa novità, derivante proprio dalle modifiche al quadro sanzionatorio recate dal Dlgs 149/2011, che ha escluso la penalizzazione sulle risorse del fondo di riequilibrio per gli enti che hanno sforato il patto di stabilità a causa della maggiore spesa per interventi realizzati con la quota di finanziamento nazionale e correlati ai finanziamenti dell'Unione europea rispetto alla media della corrispondente spesa del triennio precedente. Infatti, gli enti che non hanno conseguito gli obiettivi del patto di stabilità interno devono comunicare, con le modalità previste dal decreto, le informazioni utili a verificare la sussistenza di tale condizione, che comporta il conseguente alleggerimento delle sanzioni da scontare.
Le modalità
Come già avvenuto per le annualità passate la certificazione deve essere trasmessa esclusivamente in forma cartacea a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento indirizzata al Ministero dell'Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, IGEPA, Via XX Settembre 97 – 00187 Roma. La sottoscrizione compete al rappresentante legale, al responsabile del servizio finanziario e all'organo di revisione economico-finanziaria.
Le informazioni sono analoghe a quelle inviate in occasione del secondo monitoraggio 2011 (relativo all'interno esercizio), a cui gli Enti locali interessati hanno provveduto via web entro il mese di gennaio scorso e riguardano (in sequenza) le entrate finali, le spese finali, il saldo finanziario, il saldo obiettivo e la differenza tra saldo finale e saldo obiettivo.
Poiché le informazioni sono già disponibili presso il sistema informatico del Ministero è prevista un'apposita procedura che permette di acquisire direttamente il modello per la certificazione da inviare al ministero dell'Economia e delle finanze già compilato con i dati richiesti.
Ovviamente prima della stampa e trasmissione della certificazione è opportuno verificare la correttezza dei dati già inseriti, eventualmente da modificare entro il 31 marzo 2012 mediante l'apposita funzione prevista nella procedura informatica. Qualora non sia stato eseguito il secondo monitoraggio semestrale la certificazione non potrà essere predisposta e stampata se non dopo l'esecuzione dell'adempimento omesso con le consuete modalità.
La rettifica
E' altresì importante sottolineare che la certificazione trasmessa può essere anche rettificata, seppure perentoriamente entro 30 giorni successivi al termine stabilito per l'approvazione del rendiconto della gestione dell'esercizio di riferimento. Le informazioni riportate, infatti, devono essere conformi ai dati contabili risultanti in quest'ultimo documento, sicché nell'ipotesi che in sede di approvazione del conto consuntivo siano modificati gli esiti del patto già trasmessi occorre procedere a stampare nuovamente e rinviare la certificazione.
Le spese cofinanziate
Gli enti inadempienti - come detto - devono altresì trasmettere un ulteriore prospetto (Certif. 2011/A) utile per verificare se il mancato conseguimento dell'obiettivo è stato determinato dalla maggiore spesa per interventi realizzati con la quota di finanziamento nazionale e correlati ai finanziamenti dell'Ue rispetto alla media della corrispondente spesa del triennio precedente.
Ciò allo scopo di escludere l'applicazione della sanzione, che determina la maggiore penalizzazione dell'ente, legata alla riduzione delle risorse derivanti dalla distribuzione del fondo sperimentale di riequilibrio ovvero dei trasferimenti delle regioni Sardegna e Sicilia.
Le informazioni, in particolare, riguardano specificamente le spese 2008, 2009 e 2010 per interventi realizzati con la quota di finanziamento nazionale e correlati ai finanziamenti dell'Ue, con il corrispondente valore medio.
Anche in questo caso il prospetto predisposto sarà stampato automaticamente dal sistema insieme alla certificazione e dovrà essere sottoscritto dal rappresentante legale, dal responsabile del servizio finanziario e dall'organo di revisione economico-finanziaria.
Conclusivamente, va ricordato che la trasmissione della certificazione, e dell'eventuale annesso prospetto, costituisce un obbligo a cui provvedere con particolare attenzione, in quanto la mancata trasmissione della certificazione costituisce inadempimento del patto di stabilità interno.
Nel caso di ritardo nella trasmissione della certificazione (attestante comunque il conseguimento degli obiettivi del patto di stabilità), invece, è prevista soltanto l'applicazione della sanzione, a decorrere dalla data di invio tardivo, relativa al divieto di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto.


© RIPRODUZIONE RISERVATA