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Tributi: non è soggetta ad Ici l'area privata destinata a verde

di Federico Gavioli

La Corte di cassazione con la recente sentenza n. 4657 del 26 febbraio 2010 ha affermato che un area destinata a verde pubblico, dove non vi è alcuna possibilità da parte del privato di trasformarla in area edificatoria, non deve essere assoggettata all'imposta comunale sugli immobili. La pronuncia dei giudici di legittimità nasce dal ricorso di un Ente locale avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale; oggetto del contenzioso era un avviso di accertamento notificato per il periodo 1998-2001 dal Comune a un contribuente per l'omesso versamento dell'Ici di un terreno ritenuto edificabile dall'ente. I giudici di secondo grado avevano affermato che tale terreno secondo il Piano regolatore del Comune, ha una destinazione d'uso a verde pubblico e verde attrezzato a fronte della quale ci si trova in una situazione in concreto nella quale non vi è alcuna possibilità edificatoria e quindi non soggetta ad Ici.
In particolare il Comune sosteneva nel ricorso in Cassazione se conformemente alle altre categorie di immobili vi è ai fini Ici l'imponibilità anche delle aree aventi destinazione di uso pubblico impresso da Prg e se la base imponibile deve essere determinata in ragione del valore venale in comune commercio, ai sensi dell'articolo 5, comma 5, del Dlgs n. 504/1992. La definizione di area edificabile è unitaria per tutte le imposte ed è contenuta nell'articolo 36, comma 2, del Dl 223/2006, secondo il quale è sufficiente l'inclusione del suolo nello strumento urbanistico generale adottato dal Comune, a prescindere sia dall'approvazione dello strumento stesso, sia a maggior ragione, dalle concrete possibilità di sfruttamento edificatorio del suolo. In sintesi , la qualificazione dipende da criteri formali (inclusione nel Piano regolatore) mentre non rileva l'attualità delle prospettive edificatorie del bene. Ciò comporta che è fabbricabile anche un suolo sul quale, nel breve e nel medio termine, è praticamente impossibile procedere ad alcuno sfruttamento ai fini costruttivi.
Secondo i giudici di legittimità un'area compresa in una zona destinata dal Prg a verde pubblico attrezzato, è sottoposta ad un vincolo di destinazione che preclude ai privati tutte quelle trasformazioni del suolo che sono riconducibili alla nozione tecnica di edificazione. Di conseguenza un area che ha tali caratteristiche non può essere qualificata come fabbricabile , così come previsto dal Dlgs n. 504/1992, articolo 1, comma 2, e quindi, il possesso della stessa non può essere considerato presupposto per l'applicazione dell'Ici.
La Corte di cassazione per tali motivi dichiara inammissibile il ricorso presentato dall'Ente locale.


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