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Appalti, l'adesione a un contratto collettivo non può essere imposta

di Giovanni La Banca

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La scelta di un concorrente di aderire a un determinato contratto collettivo non può essere imposta dalla lex specialis quale requisito di partecipazione, né la sua mancata applicazione può essere a priori sanzionata con l'esclusione: tuttavia, una volta che tale scelta è avvenuta, la ditta ha l'obbligo di rispettare tutte le clausole del Ccnl. Lo ha ribadito il Tar Lombardia, Brescia, con sentenza n. 45 del 13 gennaio 2017.

Il fatto
Una fondazione indiceva una gara d'appalto per l'affidamento quadriennale dei servizi integrati di ristorazione e pulizia, alla procedura competitiva prendevano parte 4 imprese. Al termine della selezione, una delle ditte impugnava gli atti di gara in quanto l'offerta dell'aggiudicataria sembrava non rispettare il costo del lavoro previsto dal Ccnl e discostarsi in modo significativo dagli oneri stabiliti nelle tabelle del Ccnl pubblici servizi ristorazione collettiva di cui si è avvalsa quando era precedente gestore.

Ccnl e lex specialis
Nelle gare pubbliche l'adesione a un determinato contratto collettivo non può essere imposta dalla lex specialis alle imprese concorrenti quale requisito di partecipazione, né la sua mancata applicazione può essere a priori sanzionata dalla stazione appaltante con l'esclusione. Allo stesso tempo, deve negarsi, in radice, che la scelta di un determinato Ccnl in luogo di un altro possa determinare, in sé, l'inammissibilità dell'offerta. Il mero fatto dell'esistenza di un altro contratto collettivo che stabilisca trattamenti economici più vantaggiosi per il lavoratore, non può generare un contrasto del Ccnl meno favorevole con l'articolo 36 della Costituzione, in quanto ogni contratto rappresenta un parametro per valutare l'adeguatezza della retribuzione. Tuttavia, una volta che viene scelto, da parte dell'operatore economico, un determinato Ccnl, le norme ivi contenute sono vincolanti nella redazione e predisposizione dell'offerta economica. La ditta, di conseguenza, deve rispettare la norma del Ccnl scelta, anche qualora la sua applicazione ha l'obiettivo di garantire, nei confronti del personale in servizio, gli eventuali diritti acquisiti e il mantenimento delle eventuali condizioni di miglior favore.
In particolare, avendo deliberatamente (e legittimamente) scelto l'applicazione di un determinato contratto collettivo (che dispone, in modo puntuale e preciso, il divieto di riservare condizioni peggiorative al personale che in precedenza beneficiava di un livello retributivo più elevato), la ditta deve corrispondere le eccedenze economiche (calcolate per differenza con il miglior trattamento usufruito con il precedente Ccnl) a titolo di assegno ad personam non assorbibile da futuri aumenti.

Il costo della manodopera
Una volta scelto un determinato Ccnl, la ditta deve dimostrare la parità di trattamento retributivo: in caso contrario, vi sarebbe una grave lacuna nell'offerta. Infatti, negli appalti di servizi (non solo di pulizie ma anche di front e back office) il costo della manodopera, che è strettamente correlato al numero delle ore di lavoro proposte, è la componente più significativa del prezzo offerto. In particolare, nelle gare cosiddette labour intensive, nelle quali è decisivo il costo del lavoro, non possono ammettersi senza riserve offerte che sono formulate facendo applicazione di costi del lavoro molto contenuti. Una determinazione complessiva dei costi basata su un costo del lavoro inferiore ai livelli economici minimi fissati in sede di contrattazione collettiva per i lavoratori del settore può costituire, infatti, indice di inattendibilità economica dell'offerta e di lesione del principio della par condicio dei concorrenti, oltre ad essere fonte di pregiudizio per le altre imprese partecipanti alla gara che abbiano correttamente valutato i costi delle retribuzioni da erogare. Pertanto, deve essere esclusa la ditta che non rispetta il Ccnl di riferimento, qualora venga violato il divieto di riservare condizioni peggiorative al personale che in precedenza beneficiava di un livello retributivo più elevato.


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