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Il principio di rotazione giustifica il mancato invito alla gara

di Antonio Capitano

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Una ditta ha agito in giudizio per l'annullamento di una determinazione dirigenziale relativa all'affidamento di un servizio necessario per una manifestazione estiva. L'atto impugnato riguardava l'indizione di una procedura negoziata ex articolo 36, comma 2, lettera b) del decreto legislativo 50/2016 per acquisiredetto servizio tramite richiesta di offerta sul mercato elettronico della pubblica amministrazione (MePA).
La ricorrente chiedeva, inoltre, l'annullamento degli atti consequenziali e presupposti e di tutti gli atti della procedura con declaratoria di inefficacia del contratto stipulato.
Il Comune, nel caso in esame, ha limitato la partecipazione ai soggetti con i quali in precedenza non vi erano state contestazioni, invitando operatori delimitati per sedi territoriali, nel rispetto del principio di rotazione.
Ad avviso della ricorrente - non invitata alla gara malgrado specifica e disattesa richiesta - le cause tassative di esclusione riguardavano gravi illeciti professionali tali da rendere dubbia l'integrità e l'affidabilità dell'operatore economico. La stessa riteneva necessario che la stazione appaltante motivasse in maniera congrua tale esclusione, osservando che la clausola di limitazione territoriale posta dal Comune sarebbe illegittima e anzi nulla.

Il mancato invito
Il Tar Friuli Venezia Giulia con la sentenza n. 419/2016ha evidenziato che il mancato invito della ditta ricorrente si può agevolmente individuare nel principio di rotazione, enunciato dal Comune e da solo sufficiente per giustificare il mancato invito (si veda anche il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 12 ottobre).
La circostanza che la ditta avesse effettuato il servizio nell'anno precedente, rafforza la scelta di non invitare la ricorrente, indipendentemente dalla questione sulle previe contestazioni e dalla fondatezza della relativa censura.

La decisione
Nella fattispecie, osserva a tale proposito il Collegio, trova applicazione l'articolo 36, comma 1, del Dlgs 50/2016, il quale prevede espressamente il «rispetto del principio di rotazione». I giudici triestini hanno evidenziato che trattandosi di una norma speciale relativa alle gare sotto soglia, essa prevale sulla normativa sulle gare in generale.
Ne consegue, che tale clausola di rotazione è pienamente legittima nella tipologia di gara sottosoglia, come parimenti legittimo risulta il mancato invito e conforme alla legge di gara, a prescindere, dunque, dalle previe contestazioni.


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