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Regolamento edilizio tipo: i suggerimenti dell'Anci al tavolo tecnico

di Maurizio Cabras (*)

L'adozione del regolamento edilizio tipo si configura come un nuovo tassello nel mosaico delle riforme delle materie edilizie e urbanistiche che caratterizzano la più recente fase istituzionale del nostro Paese. Esso si aggiunge alla revisione di altri strumenti e norme quali, ad esempio, i decreti attuativi della legge 124 del 2015 e il nuovo imminente regolamento relativo agli interventi esclusi dall'autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata. Queste azioni manifestano l'intenzione del legislatore nazionale di pervenire a una tangibile semplificazione delle procedure, volto a modificare la «cassetta degli attrezzi» a disposizione degli attori pubblici e degli operatori privati, al fine di implementare le relazioni tra loro, per la costruzione di un progetto di città e di territorio capace di mettere il nostro paese nelle migliori condizioni per competere nel panorama internazionale.

Il contributo di Anci
Anci, in una relazione virtuosa tra le sedi regionali e quella nazionale, in questi mesi in cui il tavolo di lavoro Stato/Regioni ha elaborato la proposta di regolamento edilizio tipo, ha offerto il proprio contributo tecnico fornendo diversi suggerimenti in alcuni passaggi fondamentali del lavoro, basati sul proprio know how e sull'esperienza diretta che i Comuni maturano nella pratica quotidiana del governo del territorio.
Nello specifico abbiamo riposto una particolare attenzione su alcuni elementi di questo importante strumento, che intende definire un compendio di norme chiare e condivise su tutto il territorio nazionale, prima fra tutti la necessità di assicurare una netta distinzione tra la dimensione edilizia del regolamento e le norme che afferiscono invece alle materie/strumenti dell'urbanistica. Così come indicato nelle modifiche apportate all'articolo 4, comma 1-sexies del Testo unico sull'edilizia dal decreto Sblocca Italia (2014), gli oggetti principali del regolamento edilizio sono i requisiti prestazionali degli edifici e non i contenuti normativi e pianificatori degli strumenti urbanistici. L'opportunità di assicurare al nostro Paese uno strumento capace di stabilire principi e criteri generali utili a semplificare e uniformare in tutto il territorio nazionale gli attuali 8.000 regolamenti edilizi comunali, dotandoli di un repertorio di definizioni uniformi e di uno schema normativo chiaro ed efficace, non poteva non essere colta anche sotto il profilo della chiarificazione delle relazioni/contaminazioni tra la materia edilizia, propria del regolamento edilizio e le norme/principi appartenenti alla pianificazione urbanistica.
Per questo motivo abbiamo evidenziato la necessità di prevedere, all'interno dell'accordo, modalità applicative tali da assicurare alle Regioni la possibilità di dettare, in piena coerenza con le sintetiche definizioni "unificate", ulteriori specificazioni tecniche di dettaglio (che potranno essere recepite sia nello «schema di regolamento» che nel «quadro delle definizioni uniformi»), anche al fine di garantire quella giusta flessibilità dei parametri urbanistici per renderli concretamente applicabili nella formazione dei piani urbanistici comunali. Abbiamo altresì chiesto con le Regioni una disciplina transitoria che permettesse di prevenire possibili effetti negativi sui procedimenti edilizi in corso e sul sistema pianificatorio e normativo delle diverse Regioni, consentendo un adeguamento non traumatico alle nuove disposizioni unificate.

Le disposizioni comunali
Nella seconda parte del regolamento edilizio tipo, ovvero quella relativa alle disposizioni regolamentari comunali in materia edilizia, è positivo che le proposte di Anci relative ai principi generali siano state accolte, in particolare, per quanto attiene ai temi del superamento delle barriere architettoniche, della riqualificazione delle aree e degli edifici abbandonati e dismessi, della sostenibilità ambientale, del paesaggio e della partecipazione. Dovranno inoltre essere assicurate le misure per la sicurezza pubblica e il recupero urbano e funzionale delle aree e/o degli edifici abbandonati e/o dismessi, per garantire i valori di interesse pubblico mediante attività di tutela della qualità urbana, del decoro e dell'incolumità pubblica.
I regolamenti edilizi, nel richiamare i principi della Convenzione Europea del Paesaggio (2000), dovranno facilitare le pratiche dello sviluppo sostenibile e del rispetto del paesaggio che rappresenta un elemento chiave del benessere individuale e sociale.
Infine, richiamando i principi stabiliti dalla Convenzione di Århus (1998), i Regolamenti Edilizi dovranno garantire il diritto di accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali in materia edilizia, per contribuire a tutelare il diritto di ogni persona, nelle generazioni presenti e future, a vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e il suo benessere.
È importante inoltre sottolineare che il regolamento edilizio tipo introduce un essenziale criterio semplificativo, laddove prevede che in sede comunale non possano essere "replicate" norme e definizioni sovraordinate, sia di livello nazionale che regionale. L'Allegato B che contiene le «Disposizioni Sovraordinate in materia edilizia» (valevole su tutto il territorio nazionale), infatti, nell'assicurare la non riproduzione delle disposizioni statali e regionali cogenti e autoapplicative che incidano sull'attività edilizia, riduce la discrezionalità interpretativa della norma e garantisce così una maggior unitarietà e incisività dell'azione amministrativa a livello locale.

Uno schema di riferimento
In conclusione si ritiene che il Regolamento Edilizio Tipo, nel rispondere alle indicazioni contenute nel Testo unico quale «schema di riferimento», rappresenti un significativo passo avanti nel processo di messa a sistema delle oltre 8.000 realtà comunali, definendo un unico strumento di governo dei principi e delle procedure edilizie su scala nazionale. Si sottolinea tuttavia che un obiettivo così rilevante potrà essere concretamente conseguito solo attraverso un complessivo riordino e aggiornamento del ‘Testo Unico' dell'edilizia, negli ultimi anni più volte modificato con provvedimenti parziali ed emergenziali, non accompagnati da un adeguato raccordo normativo interno. Anche su questo l'associazione è disponibile a un confronto e una collaborazione concreta e propositiva.

(*) Assessore Urbanistica e Edilizia Privata Cinisello Balsamo e Componente ANCI del Tavolo Tecnico per la redazione del Regolamento Unico Edilizio


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