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Principio di rotazione anche nelle gare sotto soglia Ue

di Alberto Barbiero

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Il principio di rotazione previsto dal nuovo Codice dei contratti pubblici per gli affidamenti di appalti di valore inferiore alla soglia comunitaria è una norma speciale, che prevale sulla normativa generale delle gare e può essere applicato all'operatore economico affidatario di un servizio nell'anno precedente. Il Tar Friuli Venezia Giulia, sezione I, con la sentenza n. 419/16 ha per la prima volta preso in esame le disposizioni che disciplinano il principio nell'ambito dell'articolo 36 del Dlgs 50/2016, analizzando il ricorso presentato da un'impresa che era risultata affidataria per un anno di un servizio strumentale all'organizzazione di manifestazioni culturali (allestimento palchi) e che non era stata invitata alla procedura sul Mepa per l'affidamento del servizio dell'anno successivo.

La vicenda contestata
L'amministrazione aveva invitato alla selezione con richiesta di offerta un certo numero di operatori economici, individuandoli in aree regionali vicine e assumendo a presupposto la mancanza di contestazioni precedenti: in questo novero non aveva incluso l'operatore economico precedentemente affidatario (operante nelle stesse aree e con il precedente servizio correttamente svolto), applicando il principio di rotazione, espressamente indicato nella lettera di invito. L'impresa precedente affidataria aveva richiesto di essere invitata, senza ottenere alcun riscontro in merito. Secondo il Tar friulano, proprio lo svolgimento del servizio nell'anno precedente ha giustificato il mancato invito, in applicazione del principio declinato nelle disposizioni del Codice dei contratti pubblici, trovando applicazione l'articolo 36, comma 1, del Dlgs 50/2016 il quale prevede espressamente il rispetto del principio di rotazione. La sentenza evidenzia come si tratti di una norma speciale relativa alle gare sotto soglia, che prevale sulla normativa sulle gare in generale.

Il principio di rotazione
Il dato giurisprudenziale permette di rilevare le funzioni essenziali del principio di rotazione, il quale si traduce anzitutto in uno strumento di riequilibrio: l'utilizzo di una procedura semplificata o negoziata per l'affidamento di un appalto di lavori, servizi o forniture non consente la massima apertura al mercato che si avrebbe con una procedura ordinaria, pubblicizzata in modo ben diverso e quindi in grado di coinvolgere un numero molto più significativo di potenziali concorrenti. Tale aspetto risulta peraltro rafforzato proprio dall'articolo 36, che pone in capo alle stazioni appaltanti la possibilità di decidere se utilizzare le procedure semplificate o se ricorrere, invece, alle procedure ordinarie. Le disposizioni del nuovo Codice dei contratti regolanti gli affidamenti sotto soglia evidenziano l'applicazione del principio di rotazione come misura finalizzata a consentire agli operatori economici adeguate chance di risultare aggiudicatari, limitando la possibilità di coinvolgimento ulteriore degli operatori già affidatari. L'applicazione della norma secondo il Tar friulano deve seguire tale impostazione, poiché riconoscendo la legittimità della clausola di rotazione nelle gare per affidamenti sotto soglia, sancisce che il mancato invito al precedente affidatario risulta legittimo e conforme alla legge di gara.

Lo scostamento dall'Anac
L'interpretazione fornita nella sentenza confligge con quella avanzata dall'Anac nella propria proposta di linee guida, ma risulta coerente con le osservazioni mosse dal Consiglio di Stato sulle stesse proprio sulle modalità applicative del principio di rotazione. La soluzione probabilmente è definibile dalle stesse stazioni appaltanti, mediante disposizioni regolamentari che precisino le regole per la rotazione e le possibili deroghe, tra le quali potrebbero essere comprese ad esempio l'estrema urgenza e la salvaguardia del principio di economicità dell'acquisto, se assicurabile dall'operatore economico precedente affiadtario.


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